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Endometriosi, Trieste: all'ospedale Burlo 450 mila euro per un progetto di ricerca triennale

Approfondire le cause genetiche e ambientali dell'endometriosi, per scoprirne le cause scatenanti. Con questo obiettivo il ministero della Salute ha finanziato l'Irccs materno infantile Burlo Garofolo per un progetto che vedrà impegnati, in un lavoro di squadra, genetisti, ginecologi, microbiologi e immunologi

16 dicembre 2020

TRIESTE - Approfondire le cause genetiche e ambientali dell'endometriosi, per scoprirne le cause scatenanti. Con questo obiettivo il ministero della Salute ha finanziato, con 450mila euro, l'Irccs materno infantile Burlo Garofolo di Trieste, per un progetto triennale, che vedrà impegnati, in un lavoro di squadra, genetisti, ginecologi, microbiologi e immunologi. In Italia, scrivono in una nota dall'ospedale triestino, si ritiene che circa 650mila donne tra i 15 e i 50 anni ne siano colpite.

"Il Burlo Garofolo- dichiara il vicepresidente della Regione con delega alla salute, Riccardo Riccardi- è da sempre centro di riferimento nazionale per l'endometriosi. Una patologia forse ancora troppo trascurata. Con questo progetto triennale, che vede coinvolti più specialisti, si investe ulteriormente nella ricerca: grazie a questo studio riusciremo a conoscere a quali profili genetici sia legata una certa suscettibilità nello sviluppo della patologia. sarà così possibile predisporre un percorso diagnostico e terapeutico specifico per ogni paziente, dando risposte tempestive e mirate".

Il progetto coinvolgerà circa un centinaio di donne che soffrono di endometriosi, in cura nella clinica ostetrica e ginecologica diretta da Giuseppe Ricci. "Nel nostro istituto- spiega il direttore sanitario dell'Irccs, Paola Toscani- si porta avanti un fondamentale approccio multidisciplinare, che si traduce poi, anche nella pratica clinica, in una presa in carico complessiva della paziente". Alle donne reclutate verrà prelevato un campione di sangue e una porzione di tessuto endometriosico, tolto con un intervento chirurgico minimamente invasivo, per indagare sulla patologia.

"Il Dna estratto- racconta Giorgia Girotto, ricercatrice universitaria del Burlo- sarà analizzato in modo molto accurato, grazie a tecnologie di ultima generazione, al fine di identificare quali varianti genetiche siano presenti, e in che modo esse possano essere coinvolte nell'insorgenza della malattia". Si partirà "dall'analisi di geni già noti in letteratura per essere coinvolti nello sviluppo della malattia, per proseguire poi alla possibile identificazione di nuovi geni. Grazie a questo studio, conoscendo a quali profili genetici sia legata una certa suscettibilità nello sviluppo dell'endometriosi, si potranno indirizzare le pazienti che presentassero queste specifiche varianti geniche verso un percorso diagnostico e terapeutico tempestivo e mirato".

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