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Zambia, causa contro la Anglo american: "Avvelenati dal piombo"

Avrebbe reso la città di Kabwe uno dei luoghi più inquinati al mondo: la multinazionale dovrà affrontare una "class action" per i danni provocati alle persone e all'ambiente

23 ottobre 2020

ROMA - Avrebbe reso la città di Kabwe, in Zambia, uno dei luoghi più inquinati al mondo: con questa accusa, rilanciata da uno studio del 2018, la multinazionale Anglo American, che per decenni ha estratto piombo nella zona, dovrà affrontare una "class action" per i danni provocati alle persone e all'ambiente. Anglo American, che ha sede a Londra, è accusata di non avere saputo prevenire la contaminazione a Kabwe, dove c'era una delle più grandi miniere di piombo del mondo. Gli scienziati hanno rilevato livelli alti del minerale nel sangue degli individui oltre che nel suolo, più di dieci volte superiori ai livelli di sicurezza raccomandati.

Il piombo è riconosciuto da tempo come sostanza tossica e, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), non esistono livelli di esposizione per i quali non ci sono effetti nocivi. Il caso è stato avviato da 13 querelanti. Secondo i documenti che hanno presentato, ci sono più di 100.000 bambini e donne in età fertile che rischiano di aver subito avvelenamento da piombo a causa dell'inquinamento causato da Anglo American.

I promotori della class action chiedono l'avvio di un programma di screening e trattamento delle patologie, oltre a una bonifica e al risarcimento per le persone avvelenate. Gli avvocati che hanno depositato la causa sostengono che una controllata sudafricana di Anglo American sia la maggiore responsabile del disastro, perché gestì la miniera dal 1925 al 1974, il lasso di tempo durante il quale è stata causata la maggior parte dell'inquinamento. La miniera era stata poi trasferita a una società statale dello Zambia e infine chiusa nel 1994.

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