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Vaccino antinfluenzale, il pediatra: prevenzione anche in bimbi sani

Russo ai genitori: è sicuro, sotto ai 9 anni due dosi a 4 settimane distanza. Roma - "La vaccinazione antinfluenzale nei bambini sani è un valido strumento di prevenzione, finalizzato non solo a proteggere questa specifica fascia di età, ma anche...

17 ottobre 2020

ROMA - "La vaccinazione antinfluenzale nei bambini sani è un valido strumento di prevenzione, finalizzato non solo a proteggere questa specifica fascia di età, ma anche a ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani nell'attuale fase pandemica". A dirlo è Rocco Russo, pediatra e coordinatore del Tavolo tecnico vaccinazioni della società italiana di pediatria (Sip). "Non bisogna dimenticare che esistono bambini affetti da particolari patologie croniche per i quali la vaccinazione non solo è utile come mezzo di prevenzione collettiva, ma è necessaria ai fini di una protezione individuale- sottolinea Russo- in quanto potrebbero più facilmente andare incontro a complicanze postinfettive". Per loro l'invito alla vaccinazione è ancora più stringente perché "gli imprevedibili rischi di complicanze, anche di una banale forma influenzale- ricorda il pediatra- risulterebbero essere sicuramente maggiori di quelli di una semplice vaccinazione".

Per quanto riguarda la modalità di somministrazione del vaccino antinfluenzale "è sufficiente una singola dose per i soggetti di tutte le età- spiega il pediatra- mentre per i bambini al di sotto dei 9 anni, mai vaccinati in precedenza, sono raccomandate due dosi da somministrare a distanza di almeno 4 settimane". Per rassicurare i genitori dubbiosi, Russo specifica che "i vaccini antinfluenzali, così come tutti gli altri, sono prodotti biologici sicuri in quanto sottoposti a una serie di controlli accurati che vengono effettuati sia durante la produzione e prima della loro immissione in commercio, sia dopo la loro commercializzazione". Casi in cui il vaccino non deve essere somministrato riguardano "i lattanti al di sotto dei sei mesi- spiega Russo- e i soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico a una precedente vaccinazione o ad uno dei componenti del vaccino". Il vaccino è dunque un'opportunità.

"Vaccinarsi contro l'influenza, soprattutto in questo periodo pandemico, permetterà di rendere meno difficile la diagnosi dei casi sospetti a causa della sintomatologia sovrapponibile con il Covid-19- spiega Russo- così come eviterà anche un'eventuale concomitanza di infezioni legate ad entrambi i virus che aggraverebbe il decorso della stessa malattia con possibili gravi complicanze". Quest'anno, infatti, la contemporanea circolazione dei virus influenzali con quella del SARS-CoV-2 "preannuncia un quadro epidemiologico più complesso", ricorda il pediatra. Entrambi i virus "oltre a manifestare una serie di sintomi molto simili e per i quali è impossibile fare una diagnosi immediata (se non con l'esito di un tampone nasale per l'individuazione del virus SARS-CoV-2)- dice il coordinatore Sip- determinano un rilevante numero di casi con conseguenti ricoveri ospedalieri ed altrettanti decessi". Il vaccino antinfluenzale determina "non solo una riduzione degli stessi casi- spiega Russo- ma anche del rischio di complicanze legate alla stessa influenza (polmoniti batteriche, un peggioramento di patologie pregresse come quelle del sistema immunitario, respiratorie croniche etc.), così come un minore accesso ai pronto soccorso con conseguenti ricoveri ospedalieri".

Prevenire è meglio. Poiché entrambi i virus si trasmettono per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, il consiglio del medico è di seguire sempre le norme precauzionali come "evitare luoghi affollati e manifestazioni di massa, lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone (in alternativa possono essere usate soluzioni detergenti a base di alcol o salviettine disinfettanti), evitare di portare le mani non pulite a contatto con occhi, naso e bocca, coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce e starnutisce e gettare il fazzoletto usato nella spazzatura, aerare regolarmente le stanze dove si soggiorna, etc". In aggiunta a queste "al fine di contrastare maggiormente la diffusione del virus pandemico SARS-CoV-2- è previsto altresì l'uso della mascherina che è sicura anche per i bambini.", conclude il pediatra.

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