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Vaccino anti-Covid, Oxfam denuncia: “I Paesi ricchi si sono assicurati metà della fornitura globale”

Lanciato un appello al G20 per garantire un vaccino per ogni abitante del pianeta: costerebbe meno dell’1% rispetto alle perdite generate della pandemia. “Chiediamo al Governo italiano azioni concrete”

19 settembre 2020

ROMA - Un piccolo gruppo di Paesi ricchi, pari al 13% della popolazione globale, si è già assicurato oltre la metà della fornitura del vaccino anti Covid-19. Oxfam lancia l’allarme in occasione dell’incontro dei Ministri della Salute e delle Finanze dei Paesi del G20 sullo stato della pandemia, in programma oggi. Gli accordi già firmati con le case farmaceutiche produttrici dei  5 vaccini più promettenti, secondo i dati raccolti da Airfinity, non permetterebbero di essere distribuiti ad oltre il 60% della popolazione mondiale, almeno fino al 2022.

Le trattative in corso per assicurarsi la fornitura del vaccino mostrano profonde disuguaglianze tra Paesi ricchi e quelli poveri: Italia, Francia, Germania, Olanda già a giugno sono riusciti ad assicurarsi quasi una dose a testa per tutta la popolazione europea. Al contrario del Bangladesh che ne avrebbe una ogni nove abitanti. “Il Governo italiano è in prima linea nel promuovere forme di cooperazione internazionale volte a mettere a punto un vaccino sicuro ed efficace. – ha detto Sara Albiani, policy advisor per la salute globale di Oxfam Italia – Il Ministro Speranza ha in più occasioni affermato che il vaccino contro il Covid-19 è da considerarsi un bene pubblico globale. Chiediamo adesso che a queste dichiarazioni seguano iniziative coerenti e concrete che permettano di invertire la rotta”.

Il vaccino sviluppato da Moderna, per esempio, ha potuto contare su 2,48 miliardi di dollari di fondi pubblici e i suoi vertici vogliono massimizzare i profitti. A fronte di una capacità produttiva di solo 475 milioni di dosi, sufficiente per appena il 6% della popolazione mondiale, l’azienda ha già venduto le opzioni per tutta la sua fornitura a Paesi ricchi. I prezzi oscillano tra 12 e 16 dollari per dose negli Stati Uniti, arrivando a circa 35 dollari per gli altri paesi. AstraZeneca, invece, ha promesso il 66% delle dosi a Paesi in via di sviluppo ma potrebbe coprire appena il 38% del fabbisogno globale, percentuale che scende al 19% qualora fossero necessarie due dosi di vaccino per l’immunità.

Oxfam lancia, insieme alle organizzazioni dell’alleanza People’s Vaccine, un appello al G20 per garantire un vaccino per ogni abitante del pianeta, costerebbe meno dell’1%, rispetto alle perdite generate della pandemia. “Un cambio di rotta che sarà possibile però solo se le grandi case farmaceutiche favoriranno la più ampia produzione possibile di vaccini, - prosegue Sara Labiani –  condividendo dati e conoscenze, rinunciando a vendere al migliore offerente, ad applicare brevetti e a difendere i propri monopoli”.

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