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Abruzzo, sì a dosi vaccini antinfluenzali da Lazio e Puglia

"L'Abruzzo ha aperto una interlocuzione con il Lazio e la Puglia, le regioni vicine, per rendere disponibili i vaccini a fronte di eventuali carenze”

15 settembre 2020

ROMA - "L'Abruzzo ha aperto una interlocuzione con il Lazio e la Puglia, le regioni vicine, per rendere disponibili i vaccini a fronte di eventuali carenze". Questa la risposta dell'assessore alla sanità della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, all'interpellanza del capogruppo Pd, Silvio Paolucci, presentata oggi in Consiglio regionale con cui denunciava la carenza delle dosi di vaccino antinfluenzale in Abruzzo. Tema sul quale Paolucci aveva tenuto una conferenza stampa la scorsa settimana denunciando, dopo un accesso agli atti, il ritardo con cui in particolare il direttore del dipartimento salute Claudio D'Amario aveva avviato le procedure per la richiesta delle dosi necessarie (numericamente quasi identiche a quelle degli anni precedenti), con le Asl che all'Aric, ha ribadito in aula oggi, avevano comunicato un fabbisogno ulteriore di 92.300 dosi soltanto il 26 agosto. "Quelle che chiama carenze- ha replicato Veri'- non sono carenze che vanno legate a ritardi procedure regionali, ma condizioni di mercato mutate a causa del Covid. La paventata situazione di ritardo è comune a molte altre regioni e sarà risolta con la compensazione come già accaduto altre volte. In sede di coordinamento interregionale e prevenzione, il 13 settembre è stato proposto alle Regioni che hanno comprato oltre il 55% in più di dosi rispetto a quanto utilizzato nella scorsa stagione, di fornire le dosi necessarie a quelle che hanno carenza".

Verì ha poi rivendicato quanto fatto in materia di estensione delle vaccinazioni antinfluenzali ricordando quella prevista per l'età pediatrica, la riduzione da 65 a 60 anni l'età per l'accesso gratuito al vaccino e "prevedendo la forte raccomandazione- ha detto ancora- per il personale sanitario". Verì ha infine riferito del coinvolgimento dei sindacati di medicina generale e pediatri di libera scelta per implementare la diffusione del vaccino su scala provinciale, e le attività in corso per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti attraverso i test sierologici rapidi e "l'avviata valutazione da parte dei laboratori dei test salivari: l'auspicata conferma di tale approccio- ha concluso -l'assessore- consentirà di evitare accessi inutili nei pronto soccorso, consentendo indagini periodiche sui cittadini, dando loro tempi certi di risposta e costi ragionevoli per l'accesso ai test".

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