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Coronavirus, Lopalco: in questi giorni aumento preoccupante dei positivi

Contagiati, malati, portatori. L'epidemiologo e coordinatore della task force pugliese che si occupa della emergenza sanitaria fa chiarezza. “Evitare il contagio” 

14 agosto 2020

ROMA - "Il glossario della informazione confusa si arricchisce di un nuovo slogan: contagiato ma non malato. Facciamo chiarezza: un soggetto positivo al virus ma che non esprime sintomi di malattia è tecnicamente un portatore, li abbiamo sempre chiamati asintomatici, ma il termine corretto è questo. Il portatore può essere un soggetto in incubazione, che dunque diventerà un malato nel giro di qualche giorno o anche un portatore del tutto sano, cioè che ha sviluppato un'infezione inapparente e non avrà mai sintomi. I portatori sono soggetti contagiosi, più o meno a seconda della carica virale che riescono a esprimere. I portatori in incubazione svilupperanno la malattia. L'espressione clinica di questa malattia sarà diversa a seconda della età e delle condizioni fisiche del soggetto". È quanto chiarisce in un post pubblicato sui social, Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e coordinatore della task force pugliese che si occupa della emergenza sanitaria, dopo le dichiarazioni del primario di Rianimazione dell'ospedale San Raffaele di Milano Alberto Zangrillo secondo cui essere contagiati non vuol dire essere malati.


 

"Essersi contagiati, dunque, non è certo una bella notizia. Innanzi tutto perché, comunque vada, chi è portatore favorisce la circolazione del virus. Inoltre - prosegue Lopalco - perché il fatto di sviluppare sintomi di più o meno elevata gravità è solo questione di probabilità: sono giovane e sano? Ho una probabilità bassa, non nulla, di avere una forma grave. Sono anziano oppure con problemi concomitanti? La probabilità aumenta. In questi giorni assistiamo ad un aumento preoccupante di positivi. Man mano che aumenteranno i contagiati aumenteranno proporzionalmente i casi più gravi e quindi progressivamente anche i ricoveri. È la matematica del virus e non possiamo farci niente. Anzi - conclude - qualcosa possiamo farci: evitare di diventare dei semplici contagiati".

 

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