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Pandemia e salute mentale: così i giovani sono diventati più insicuri

Report dell'Ilo su giovani e Covid: il 67% delle persone di età compresa tra 18 e 29 anni può essere soggetto ad ansia o depressione. Il benessere mentale peggiora quando il percorso scolastico si interrompe e le aspettative per il futuro diventano incerte

13 agosto 2020

La pandemia e il suo impatto socio-economico avranno una ricaduta sulla la salute mentale e il benessere delle persone: è quanto prevede l'Organizzazione internazionale del lavoro, nel rapporto appena pubblicato “Gioventù e Covid-19: impatti su lavoro, istruzione, diritti e benessere mentale”.  “Lo stress familiare, l'isolamento sociale, il rischio di abusi domestici, l'istruzione interrotta e l'incertezza sul futuro sono alcuni dei canali attraverso i quali COVID-19 ha influito sullo sviluppo emotivo di bambini e giovani – si legge nel capitolo dedicato alla salute mentale - La metà di tutte le problematiche di salute mentale inizia all'età di 14 anni – ricorda l'Ilo - il che significa che i bambini e i giovani sono particolarmente a rischio nell'attuale crisi. Vale anche la pena notare che il suicidio è la seconda causa di morte nei giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni (WHO, 2015)”.
 
L'indagine, condotta attraverso un testo formato da sette quesiti, ha rilevato che, a livello globale, il 50% dei giovani di età compresa tra 18 e 29 anni può essere soggetto ad ansia o depressione, mentre un ulteriore 17% ne è probabilmente colpito. “Il benessere mentale dei giovani (di età compresa tra 18 e 29 anni) la cui istruzione o il cui lavoro erano stati interrotti fin dall'inizio della pandemia è notevolmente peggiorato. I giovani lavoratori che avevano perso il lavoro avevano quasi il doppio delle probabilità di essere affetti da probabile ansia o depressione rispetto a quelli che continuavano a lavorare (rispettivamente 23% contro 14%)”, riferisce l'Ilo.

Istruzione e benessere mentale, un legame stretto

Un altro dato interessante riguarda il legame tra salute mentale e istruzione: “Tra coloro che pensavano che il loro percorso scolastico sarebbe stato ritardato o avrebbe potuto fallire, il 22% era probabilmente affetto da ansia o depressione, rispetto al 12% degli studenti la cui istruzione era rimasta regolare. Le tendenze sono simili quando si confrontano gli studenti che hanno riferito di aver imparato meno. Questi risultati sottolineano il legame tra benessere mentale, da un lato, e successo scolastico e integrazione nel mercato del lavoro, dall'altro”. La condizione di benessere mentale è peggiorata soprattutto per le giovani donne: “In confronto ai ragazzi intervistati, le ragazze avevano 7 punti percentuali in più di possibilità e 4 punti percentuali più di probabilità di soffrire di stati d'ansia o depressione. Questo potrebbe indicare che le ragazze sono più soggette a stress e responsabilità all'interno della casa”. Lo dimostra la testimonianza di una ragazza slovena di 25 anni, riportata nelle pagine del report: “Ho portato cibo agli amici e mi sono tenuta in contatto quotidiano con tutti i miei amici e familiari. Vorrei fare di più, ma devo prendermi cura della mia salute mentale, che ritengo abbia sofferto dall'inizio del lockdown. vorrei vedere un medico, ma ho paura di uscire”.

Più giovani, più ansiosi

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, sono i più giovani ad essere maggiormente a rischio di ricadute a livello di benessere mentale. “All'interno della fascia di età dei giovani 18–29 anni, il 17% degli intervistati è stato valutato come probabilmente soggetto ad ansia o depressione, rispetto all'11% dei giovani tra i 30 e 34 anni”. In particolare, i più giovani hanno riferito di sentirsi mai o raramente 'rilassati' (35% ), 'ottimisti' (31% ) o 'vicino ad altre persone' (29%). “E probabile che questo sia il risultato delle chiusure diffuse di scuole e luoghi di lavoro, così come delle preoccupazioni legate alla loro salute e a quella della famiglia e delle persone care”.

L'incognita sul futuro

La pandemia ha compromesso anche le aspettative e le aspirazioni per il futuro: queste, come ricorda l'Ilo, “sono parte integrante del benessere mentale dei giovani”. Questi “hanno visto il loro futuro influenzato dalla pandemia; le scuole chiuse, gli esami non sostenuti, l'economia in difficoltà.   La paura costante, la preoccupazione e lo stress diffuso durante la crisi COVID-19 potrebbero avere, a lungo termine, dannosi conseguenze per i giovani, compreso ad esempio un deterioramento delle reti sociali”. A tal riguardo, ecco qualche dato, riferito dall'Ilo: “Il 38% dei giovani, a livello globale, è insicuro e il 16% ha paura per le loro prospettive di carriera futura. I giovani che hanno smesso di lavorare fin dall''inizio della pandemia hanno espresso maggiori preoccupazioni, con il 24% che ha riferito di avere paura sulle loro prospettive di carriera. Allo stesso modo, molti giovani studenti la cui istruzione è stata interrotta hanno riferito di sentirsi incerti (44%) rispetto agli studenti di cui  l'istruzione si ' in qualche modo mantenuta costante (32%)”.

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