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Corno d'Africa, Fao: il Covid complica la lotta alle locuste, agire

Desta grande preoccupazione la compresenza dell'epidemia con l'invasione degli insetti e le alluvioni. In 50 milioni a rischio fame. L'agenzia Onu teme nuovi sciami a fine anno

11 agosto 2020

ROMA - Desta grande preoccupazione la compresenza dell'epidemia di Covid-19 con l'invasione delle locuste e le alluvioni nel Corno d'Africa. Questa triade di minacce senza precedenti sta mettendo a rischio la sicurezza alimentare e la sussistenza di milioni di persone in Etiopia, Eritrea, Somalia e Sudan: a dare l'allarme è l'Autorità intergovernativa per lo Sviluppo (Igad), organizzazione regionale africana secondo cui sarebbero 50 milioni le persone che rischiano di morire di fame nel Corno d'Africa. Miliardi di insetti hanno infatti divorato tonnellate di raccolti, sottraendo così cibo destinato sia al consumo delle popolazioni locali, che per gli allevamenti. L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'agricoltura (Fao) fa sapere che - in collaborazione con i partner - è riuscita a mitigare l'invasione delle locuste, "sterminando 400 miliardi di esemplari". Tuttavia prevede "una situazione drammatica nei prossimi mesi", in quanto si teme "un'altra ondata" dei voraci insetti verso la fine dell'anno.
 
Come sostiene la Fao, l'emergenza Covid-19 ha reso ancora più difficile la lotta contro le locuste del deserto, nonostante i grandi progressi fatti nell'Africa orientale, dove questo tipo di fenomeno non si registrava più da decenni. A complicare le cose non è solo il lockdown, che ha frenato le attività economiche essenziali per il sostentamento delle popolazioni, ma anche il rispetto delle norme di distanziamento sociale: la Fao, che forma i 'cacciatori di locustè locali, ha dovuto organizzare classi meno numerose. Inoltre, per via del coprifuoco adottato da alcuni Paesi, le lezioni sono più brevi. Nonostante tutte queste difficoltà dall'Agenzia Onu confermano di essere riusciti a formare oltre mille persone nella regione, e grazie a questo "il Kenya è stato quasi completamente disinfestato".
 
Per la Fao quindi la battaglia "dovrà continuare nei prossimi mesi in Etiopia, Eritrea, Somalia e Sudan, sia perché l'ortottero continua a riprodursi, sia perché sono attesi nuovi sciami dallo Yemen". Secondo gli studiosi infatti, i cambiamenti climatici stanno favorendo la riproduzione dell'ortottero nel deserto yemenita.

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