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Coronavirus, l'Emilia-Romagna corre ai ripari: tampone alle badanti

Le assistenti familiari dovranno dichiarare alle Aziende sanitarie di riferimento il loro ingresso in Italia. Al loro arrivo, sia negli aeroporti che nelle autostazioni, scatta il tampone naso-faringeo

7 agosto 2020

BOLOGNA - Scatta l'allarme e la Regione Emilia-Romagna interviene per prevenire focolai tra le badanti provenienti dall'est Europa, dove il Covid-19 sta colpendo più duramente. Si tratta di 61.000 assistenti familiari che lavorano a stretto contatto con gli anziani e che da oggi dovranno sottoporsi al tampone al rientro dall'estero. Le misure sono state decise dalla Regione alla luce dell'alto numero di contagi provenienti di altri paesi: nell’ultimo mese la quota dei rientri dall'estero è circa l'11% dei contagi. Il piano messo a punto dalla Regione prevede che le assistenti familiari debbano dichiarare alle Aziende sanitarie di riferimento il loro ingresso in Italia. Fatta questa comunicazione, all'arrivo in Italia, sia negli aeroporti che nelle autostazioni, scatta il tampone naso-faringeo, che sarà praticato da personale sanitario.
 
Se l'arrivo in Italia avverrà con modalità diverse da queste, sarà cura della stessa assistente familiare o della famiglia presso cui presta servizio, comunicare all'Ausl l'arrivo e le relative modalità. Se il tampone risulta positivo, scatta l'isolamento nelle strutture alberghiere messe a disposizione dalle Aziende sanitarie locali o il ricovero ospedaliero, sulla base delle condizioni cliniche della persona. Se il tampone sarà negativo, rimane l'obbligo di isolamento domiciliare per 14 giorni, ma con un rigoroso protocollo di sicurezza da verificare con controlli a campione. è previsto anche un secondo tampone di verifica, che sarà effettuato dopo 7-10 giorni dal primo, per avere conferma dell'esito.
 
Se il domicilio della persona accudita ha caratteristiche che garantiscano l'isolamento, la badante può seguire questa strada, precisa la Regione. Naturalmente, rispettando tutte le regole legate al protocollo di sicurezza consegnato (distanziamento, mascherina, guanti, misurazione della temperatura, igiene della persona e sanificazione degli ambienti domestici) a cui saranno sottoposti tutti i componenti della famiglia presso cui alloggia. Se queste condizioni non ci sono, invece, l'assistente familiare dovrà trascorrere il periodo di isolamento in un albergo convenzionato.

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