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Malattie a trasmissione sessuale, Ifo: il Covid-19 riduce le diagnosi

L'emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus ha influenzato in modo significativo l'epidemiologia delle malattie a trasmissione sessuale e in particolare della sifilide

3 agosto 2020

ROMA - L'emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus ha influenzato in modo significativo l'epidemiologia delle Malattie a Trasmissione Sessuale (MST) e in particolare della sifilide. A dimostrarlo è un lavoro osservazionale appena pubblicato su Sexually Trasmitted Infections dal gruppo del Centro MST/HIV dell'Istituto San Gallicano (IRCCS) diretto da Alessandra Latini. "Dall'inizio del lockdown- spiega Latini- abbiamo osservato una drastica riduzione delle diagnosi di infezioni a trasmissione sessuale, in particolare della sifilide". Il dato è in netto contrasto con il trend di aumento del numero di casi di sifilide registrato negli ultimi due anni, soprattutto nel periodo immediatamente precedente all'isolamento, e in particolare tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e le persone che vivono con l'HIV.
 
Aldo Morrone, Direttore Scientifico del San Gallicano sottolinea che: "I servizi di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie infettive a trasmissione sessuale, rimangono sempre aperti, gratuiti e "in sicurezza", per garantire la continuità assistenziale a questa tipologia di pazienti fragili".
 
Tra il 1 gennaio 2020 e il 9 marzo 2020, nel Centro di MST del San Gallicano sono stati diagnosticati 68 nuovi casi di sifilide, mentre nel primo trimestre del 2019 il numero di diagnosi di sifilide è stato di 25. Rispetto al primo trimestre dello scorso anno, nel primo trimestre 2020 le diagnosi di sifilide sono raddoppiate nelle persone che vivono con l'HIV, e addirittura quadruplicate tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini "Si è trattato- evidenzia Alessandra Latini- di un risultato coerente con le tendenze epidemiologiche evidenziate dalla letteratura, che segnalavano un aumento dell'infezione negli ultimi anni".
 
"Tuttavia- sottolinea Antonio Cristaudo, Direttore della unità di Dermatologia Clinica- tutte le diagnosi relative al mese di marzo sono state effettuate prima del lockdown, e nessun caso è stato più osservato dopo il 9 marzo. è probabile che la paura di infezione da SARS-CoV-2 abbia ridotto i rapporti sessuali conducendo a un vero e proprio declino delle infezioni ad essi correlati".
 
Non si può escludere, inoltre, che i pazienti abbiano rinviato le visite a causa dei timori legati all'accesso in ospedale durante la pandemia, e che sia anche questa la causa di diminuzione di diagnosi, come è accaduto per altre patologie. "È indispensabile- conclude Latini- incoraggiare i pazienti a cercare assistenza nei casi in cui sospettino una malattia a trasmissione sessuale. Il nostro Centro non ha mai sospeso le attività".

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