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Bimbi e Covid, Sip: è ideale l'ecografia polmonare "bedside"

"È ripetibile, ha vantaggi protezionistici soprattutto per i bambini", ma si può fare comodamente "nel letto, in soli 10 minuti, anche al paziente adulto". Ecco l'identikit dell'ecografia polmonare 'bedside’

10 luglio 2020

ROMA - "È ripetibile, ha vantaggi protezionistici soprattutto per i bambini", ma si può fare comodamente "nel letto, in soli 10 minuti, anche al paziente adulto". Ecco l'identikit dell'ecografia polmonare 'bedside’ che "negli ultimi anni sta acquisendo una maggior rilevanza clinica nella diagnosi e nel follow-up di pazienti con patologie respiratorie", finendo per essere uno "strumento ideale per l'integrazione della valutazione clinica". Partono da qui Anna Maria Musolino e Maria Chiara Supino, pediatre dell'emergenza (Dipartimento emergenza e accettazione) dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, sull'ultimo numero della rivista “Pediatria” della Società italiana di pediatria (Sip).

In epoche pandemiche dove è necessario "garantire i massimi standard di cura per i pazienti", come anche la "massima sicurezza per gli operatori sanitari", la parola d'ordine dunque è "integrazione multidisciplinare". Nel recente studio cinese su 36 bambini affetti da Covid-19, infatti, ad emergere è che "soltanto 19 presentavano una polmonite lieve confermata da Tac" e solo nel 17% dei casi (6 bambini) "avevano avuto bisogno di ossigenoterapia durante il ricovero". Quindi la letteratura, scrivono le dottoresse, "dimostra che i bambini affetti da Covid-19 presentano forme respiratorie più lievi degli adulti", motivo per cui, aggiungono, "la tomografia computerizzata deve essere limitata a casi selezionati".

In parole semplici? L'ecografo portatile "può essere un'ottima risorsa per il pediatra durante la valutazione clinica". Lo strumento dovrà essere posizionato "in una sacca di plastica trasparente usa e getta, in modo da evitare le cross infezioni- continuano le studiose- La sonda più opportuna, che sia lineare o convex, dovrà essere scelta in base alle caratteristiche antropometriche del paziente, prima dell'arrivo nella sua stanza, mentre il gel dovrà essere contenuto in bustine monouso". A questo punto il pediatra, munito dei dispositivi di protezione individuale, "procede con l'esecuzione dell'ecografia polmonare". L'esame, per cui sarà sufficiente "un singolo operatore", prevede poi "la suddivisione del torace in 12 porzioni: anteriore destra e sinistra (apicale e basale), posteriore destra e sinistra (apicale e basale), e ascellare destra e sinistra (apicale e basale)". A questo punto, le dottoresse illustrano le pratiche da mettere in atto per concludere l'esame ecografico: "Una volta terminata la procedura, infatti, la copertura utilizzata sull'ecografo verrà facilmente rimossa, il dispositivo tascabile disinfettato e- aggiungono- verrà poi coperto con un nuovo sacchetto di plastica".

Infine, si può dire sostenere che "l'esecuzione di esami di ecografia clinica ‘bedside’ evita la mobilizzazione del paziente, facilitando la gestione del bambino e i percorsi intraospedalieri, non solo durante la fase diagnostica ma anche per il follow-up. Questo aspetto- concludono- riveste una particolare importanza in caso di eventi epidemici come quello determinato da SARS-CoV-2".

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