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Covid, Omceo Roma: "Non siamo in pace, è un armistizio"

"Non siamo ancora in pace con il virus, ma in armistizio". Risponde così Pier Luigi Bartoletti, segretario provinciale della Fimmg Roma e vicepresidente dell'Ordine dei medici di Roma

3 luglio 2020

ROMA - "Non siamo ancora in pace con il virus, ma in armistizio". Risponde così Pier Luigi Bartoletti, segretario provinciale della Fimmg Roma e vicepresidente dell'Ordine dei medici di Roma e provincia, interpellato sul nuovo focolaio dei contagi a Fiumicino. "Non faccio parte degli ottimisti che dicono 'è tutto finito'- prosegue Bartoletti- ma sono tra chi pensa che siamo riusciti a gestire bene l'epidemia. In questo momento stiamo isolando, soprattutto nell'area della Asl Roma 3, dei piccoli focolai che non sono preoccupanti perché sono stati subito tracciati, trattati e isolati. Ma cosa sarebbe accaduto se non lo avessimo fatto? Nel mondo abbiamo assistito purtroppo a molti esempi negativi: penso ad Israele che, dopo una chiusura come la nostra, adesso sta vivendo momenti non felici, ma anche alla Svezia, che ha scelto una strada morbida con il lockdown e ora ha un numero di casi ancora gravissimo, per non parlare degli Stati Uniti, del Brasile e dell'America Latina". Insomma, secondo Bartoletti "non bisogna abbassare la guardia e noi non l'abbiamo fatto- sottolinea-. Nelle ultime due settimane come Uscar (Unità speciale di continuità assistenziale regionale) abbiamo lavorato esattamente come lavoravamo fino a due mesi fa, non c’è stato un calo delle attività. Questo perché da parte della Regione Lazio c’è ancora il massimo dell'attenzione".

Intanto l'Organizzazione mondiale della sanità ha detto che il 'peggio deve ancora arrivare’ e che la 'pandemia è ancora lontana dalla fine. Come commenta? "Speriamo che l'Oms si sbagli- risponde Bartoletti- ma noi siamo ancora a livelli di allerta massima, perché questo è un virus che, se si lascia libero di diffondersi, ha dimostrato di avere una capacità diffusiva molto elevata e di andare addirittura al raddoppio dei casi di settimana in settimana. Quindi non dobbiamo assolutamente consentire che circolino persone infette, in grado di infettarne altre. È normale che più si va avanti con la stagione estiva e più c’è voglia di libertà, ma c’è anche più il rischio che i casi possano aumentare. Le persone allora non devono sottovalutare il rischio, che esiste. Noi adesso siamo concentrati sul presente, che è il tracciare, e sul futuro, che è il vaccinare. L'altra grande partita, infatti, è quella di iniziare le vaccinazioni antinfluenzali il prima possibile- conclude il vicepresidente Omceo Roma- e su tante persone".

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