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Sanità, assessore della Sardegna: giù le liste d'attesa, in pista con 20 milioni

La Regione sta "rimettendo in pista questo progetto". Così l'assessore alla Sanità della Regione Sardegna, Mario Nieddu, intervenendo ad un webinar sulla cronicità moderato dal direttore dell'agenzia Dire, Nico Perrone

4 giugno 2020

ROMA - "Abbiamo avuto la sfortuna che la pandemia ci è caduta tra capo e collo mentre partiva il nostro progetto di abbattimento delle liste d'attesa, su cui abbiamo investito ben 20 milioni di euro. Ricordo che la Sardegna paga in toto da sé le spese del sistema sanitario regionale, quindi si tratta di un investimento importante e sostanzioso per una Regione come la nostra". Così l'assessore alla Sanità della Regione Sardegna, Mario Nieddu, intervenendo ad un webinar sulla cronicità moderato dal direttore dell'agenzia Dire, Nico Perrone.

"Purtroppo mentre partiva il progetto è arrivato il Covid- ha proseguito Nieddu- quindi abbiamo dovuto distrarre le forze, pur scarne, che avevamo sul territorio e che avevamo cercato di implementare verso l'assistenza ai soggetti colpiti dal Covid". Adesso, però, la Regione Sardegna sta "rimettendo in pista questo progetto".
 
E su questo, ha fatto sapere l'assessore alla Sanità, "abbiamo previsto che le Usca - Unità Speciali di Continuità Assistenziale ci diano una grossa mano, tant'è che abbiamo chiuso un protocollo con il Sumai e con le associazioni di categoria degli specialisti ambulatoriali proprio per inserirli a pieno titolo all'interno delle Usca. Ovviamente ora speriamo che l'investimento fatto ci dia i frutti che auspichiamo- ha spiegato Nieddu- perché permetterà di mettere in campo un notevole numero di specialisti che potranno abbattere finalmente le liste d'attesa, che in questo periodo non si sono certamente assottigliate ma hanno anzi visto una crescita esponenziale, dal momento che i pazienti malati cronici non hanno avuto accesso alle cure durante l'emergenza".
 
Ma Nieddu conta di "recuperare il tempo perduto, grazie anche per esempio anche a quelle figure, che dovrebbero essere implementate, come gli infermieri di famiglia e di comunità- ha sottolineato- per i quali stiamo prevedendo un apposito progetto di legge che andrà in discussione a breve insieme alla riforma del servizio sanitario regionale che ho preparato e che è già al vaglio della commissione Sanità del nostro Consiglio regionale. Insomma, stiamo cercando di rivitalizzare fortemente l'assistenza territoriale, perché è proprio nel nostro Dna", ha concluso l'assessore.

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