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Autismo, Muratori (Stella Maris): no al trattamento unico

Torna a parlare di autismo alla Dire Filippo Muratori, professore di Neuropsichiatria infantile presso l'Università di Pisa e direttore dell'Unità Operativa di Psichiatria dello Sviluppo del Dipartimento di Neuroscienze dell'età evolutiva dell'Irccs Stella Maris

3 giugno 2020

ROMA - "Se a livello internazionale cade la distinzione tra approcci evolutivi e comportamentali nei trattamenti proposti per i disturbi dello spettro autistico, in Italia non è ancora così". Torna a parlare di autismo alla Dire Filippo Muratori, professore di Neuropsichiatria infantile presso l'Università di Pisa e direttore dell'Unità Operativa di Psichiatria dello Sviluppo del Dipartimento di Neuroscienze dell'età evolutiva dell'Irccs Stella Maris. E, in vista dell'aggiornamento delle linee guida dell'Istituto superiore di sanità, il professore aggiunge: "Bisogna considerare che ogni trattamento può avere la sua specificità e che non esiste il trattamento unico per l'autismo. Molte sono le tecniche sviluppate e molti i modelli di trattamento".
 
Muratori propone, quindi, di pensare all'autismo come se si dovesse costruire una casa: "Se abbiamo bisogno di fare l'impianto idraulico chiamiamo l'idraulico- continua il neuropsichiatra- se abbiamo bisogno di fare l'impianto elettrico cerchiamo lo specialista di quel settore. Si dovrebbe fare la stessa cosa con i bambini con autismo- consiglia il medico- porsi degli obiettivi e usare le strategie adatte al tipo di problema messo a fuoco in quel momento, per rifuggire assolutamente da chi dice di aver trovato la via per il trattamento".
 
Autismo ed emozioni. Anche Muratori conferma che i bambini autistici siano spesso sopraffatti dalle emozioni, anzi spinge all'estremo questo discorso: "Non è vero che questi bambini non hanno voglia di relazionarsi o di comunicare- precisa l'esperto- loro hanno voglia di farlo, ma secondo delle modalità spesso per noi incomprensibili. È un discorso che fa poi parte di un'area di difficoltà che afferisce alla regolazione sensoriale ed emozionale che fa parte di molti bambini autistici".
 
L'Ircss Stella Maris porta avanti molte ricerche sull'autismo e una di queste riguarda le possibili terapie. "È un campo nuovo a cui tutti sono interessati, genitori per primi. Abbiamo trovato ampia disponibilità a dei protocolli di studio su farmaci o altre sostanze che possono andare a migliorare il disturbo, non i sintomi collaterali. Abbiamo ad esempio completato studi sul rapporto intestino-cervello- fa sapere il professore- e quindi sull'uso dei probiotici. Adesso stiamo valutando un farmaco che può andare a migliorare quei meccanismi di eccitazione e inibizione probabilmente alterati in questi bambini. O ancora ci sono studi sull'ossitocina". In programma anche ricerche che usano l'imaging cerebrale "per osservare le alterazioni presenti in questi minori, che hanno un cervello assolutamente sano. Con la risonanza magnetica vediamo un cervello intatto- sottolinea Muratori- però sappiamo che in realtà funziona in un modo atipico, quindi stiamo cercando di osservare quali sono le aree cerebrali che funzionano di meno e quali sono quelle diverse in modo più microanalitico".
 
L'IRCCS Stella Maris è, infine, parte di una rete nazionale che lavora sulla diagnosi precoce attraverso progetti di sorveglianza sui fratellini di bambini autistici. "Loro sono maggiormente a rischio di sviluppare autismo e osservandoli possiamo capire meglio le fasi precoci dell'autismo". In ultimo Muratori- lancia un messaggio alle famiglie: "C’è una survey europea messa a disposizione anche sul sito dello Stella Maris- conclude- partecipate, così potremo sapere quello che la Covid ha comportato a livello familiare".

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