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A Bari assistenza virtuale per pazienti dipendenze croniche

Gli oltre 2500 pazienti cronici in carico al dipartimento Dipendenze patologiche della Asl di Bari non hanno avvertito problematiche assistenziali durante il periodo di restrizioni decretato

1 giugno 2020

ROMA - Gli oltre 2500 pazienti cronici in carico al dipartimento Dipendenze patologiche della Asl di Bari non hanno avvertito problematiche assistenziali durante il periodo di restrizioni decretato dal coronavirus perché hanno ricevuto assistenza tramite chat, video e visite in stanze virtuali. On line hanno lavorato psicologi e operatori sanitari che hanno fornito indicazioni su come affrontare i disagi legati all'astinenza o altre difficoltà di tipo psicologico. Utili sono stati sia gli incontri nelle stanze virtuali in cui si sono tenuti colloqui, programmi educativi e attività di potenziamento delle abilità sociali, sia dialoghi su WhatsApp e su piattaforme come Zoom, per assistenza e supporto psicologico. Da qualche giorno è partito anche il progetto "Ci mettiamo la faccia" che consiste nella pubblicazione sui canali social della Asl barese di brevi video con piccoli consigli pratici da parte degli operatori relativi per lo più a cure per i tossicodipendenti e alla prevenzione delle dipendenze senza sostanze.
 
"Stiamo mantenendo anche nella seconda fase della emergenza sanitaria modalità a distanza - spiega Antonio Taranto, direttore del dipartimento Dipendenze patologiche della Asl - perché abbiamo constatato una efficacia clinica degli interventi in stanze virtuali analoga a quella degli interventi in presenza. A questo si aggiunge una compliance degli utenti molto elevata".
 
Per mettersi in contatto con gli specialisti del dipartimento Dipendenze patologiche basta consultare la pagina dedicata sul sito della Asl dove è possibile trovare contatti telefonici e indirizzi mail. "Gli utenti chiedono in particolare informazioni scientifiche e facilmente fruibili sulle dipendenze e regole profilattiche per il covid adeguate ai contesti delle comunità terapeutiche - prosegue Taranto - abbiamo riscontrato inoltre la necessità per molti genitori di affidarsi a figure autorevoli nei processi educativi e rieducativi, le difficoltà nella convivenza tra genitori e figli e un aumento delle richieste di collaborazione in casi di violenza domestica".

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