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Coronavirus, "nelle nostre case per anziani zero contagi: è un caso di studio"

Il Gruppo Quisisana è una delle poche realtà per non autosufficienti in tutta l'Emilia-Romagna ad essere stata risparmiata dall'epidemia: adottate misure rapide e rigide

9 aprile 2020

BOLOGNA - C’è chi vede anche "buone notizie" nel settore delle case di riposo, messo a dura prova dall'epidemia da coronavirus: ad esempio, "nessun caso positivo al Covid-19 tra ospiti e lavoratori delle Residenze Quisisana", si legge in un comunicato stampa diffuso dal Consorzio Sollievo. Il gruppo Quisisana, "presente nelle Province di Rimini, Forlì, Ferrara con circa 300 posti letto e 200 dipendenti- continua la nota- è una delle poche realtà per handicap ed anziani non autosufficienti in tutta l'Emilia-Romagna ad avere fin dall'inizio dell'emergenza ad oggi, zero soggetti positivi: un caso di studio per i sanitari dell'igiene pubblica".
 
Secondo il presidente del gruppo, Giuliano Fasolino, "la tempestività della nostra reazione rispetto all'escalation nella diffusione del virus e l'assunzione di misure precise, applicate con rigidità in tutte le residenze del gruppo, hanno costituito il nostro punto di forza. Fin dal 24 febbraio, abbiamo adottato le procedure di emergenza per arginare le epidemie, ponendo in atto il protocollo per le infezioni nelle strutture ospedaliere e socio sanitarie". In particolare, "abbiamo regolamentato gli ingressi, invitando i familiari a non venire agli incontri con i parenti ricoverati se non per casi urgenti e, anche in questi casi- continua Fasolino- i parenti seguivano un percorso prestabilito e non potevano accedere ai reparti, fino a quando, dal 4 marzo abbiamo chiuso completamente gli accessi alla struttura". Inoltre nelle strutture Quisisana, "ben prima delle disposizioni imposte dalle varie ordinanze pubbliche- si sottolinea nel comunicato- i nuovi ingressi di anziani venivano protetti attraverso una quarantena in camera singola; sono state adottate le stesse procedura per chi è stato ricoverato (e poi ritornato) dall'ospedale".
 
Allo stesso tempo, "è stata data la disponibilità alla filiera sanitaria (Asl locale) di accogliere persone provenienti dall'ospedale- si legge nel comunicato- al fine di permettere di liberare posti da destinare alla terapia intensiva o a nascenti reparti Covid". Per quanto riguarda il reperimento dei presidi di protezione, si è trattato di un'operazione "tutt'altro che facile- afferma Fasolino- soprattutto i primi giorni abbiamo battuto tutti i mercati, ci sono arrivate mascherine dalla Bosnia, dalla Cina". Guanti, gel e prodotti per sanificare le superfici "non sono mai mancati; dai vari Comuni dove operiamo- continua il presidente del gruppo- dalla Protezione civile sono arrivate mascherine chirurgiche e le istituzioni non ci hanno lasciato mai soli, il contatto e il confronto sono stati continui". Tutte le strutture Quisisana "hanno attivato da subito le videochiamate degli anziani ospiti con i parenti, non solo per attenuare in loro la mancanza della famiglia- spiega Fasolino- ma anche per garantire loro nuovi stimoli, attraverso la sperimentazione delle possibilità offerte da nuove tecnologie". Infine, nelle residenze del gruppo "oggi sono stati potenziati i meccanismi di difesa: gli operatori- si spiega nella nota- vengono invitati a presentarsi al lavoro direttamente da casa, dopo aver fatto la doccia e cambiato i vestiti (nel caso in cui, prima di recarsi al lavoro, avessero avuto accesso ad un supermercato o ambienti comuni frequentati da altri cittadini), i turni di lavoro sono stati concentrati principalmente in un unico reparto in modo tale da riuscire ad identificare ed isolare più facilmente un'eventuale futura fonte di diffusione del virus nella struttura".

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