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“Ho attacchi di panico”: quelle 400 telefonate agli psicologi toscani

L’emergenza Coronavirus accentua le patologie psicologiche di molte persone costrette in casa. In Toscana centinaia di psicologi a disposizione volontariamente. La presidente dell’ordine Gulino: “E’ un dramma, ma può essere un’occasione”

5 aprile 2020

FIRENZE - “Buongiorno dottore, ho un attacco di panico, cosa posso fare”? Non sono poche le telefonate di questo genere che arrivano al centralino del Comune di Firenze, che nei giorni scorsi ha attivato un servizio telefonico coordinato dall’ordine degli psicologi toscani per aiutare quelle persone che vivono con difficoltà l’isolamento forzato in casa. Sono circa 400 gli psicologi toscani che, volontariamente, hanno messo a disposizione il proprio tempo e la propria professionalità per rispondere alle telefonate che arrivano da tutta la regione, principalmente da Firenze. “Finora abbiamo ricevuto circa 400 telefonate – ha spiegato la presidente dell’ordine degli psicologi della Toscana Maria Antonietta Gulino – Sono persone che soffrono di disturbi del sonno, hanno problemi d’insonnia, attacchi di ansia e di panico, disturbi dell’umore, talvolta depressione, sono tutte persone che, già prima della pandemia, avevano patologie psicologiche che adesso si sono inevitabilmente accentuate”. C’è chi ha paura di perdere il lavoro, c’è chi ha paura di ammalarsi, c’è chi ha paura di morire. 



Nello specifico, il 70% delle telefonate arrivano da donne, l’età media è di 42 anni e il 74% è costituito da semplici cittadini, mentre un 6% è costituito da operatori sanitari. Tra chi chiama, ognuno dei quali rimane anonimo, c’è chi lamenta problemi di nervosismo in famiglia e chi non sa come comportarsi con i propri figli, con cui si trova inaspettatamente a contatto per tutto l’arco della giornata, una cosa finora inusuale. Dopo i primi colloqui telefonici, se la patologia persiste, si può attivare un incontro diretto con lo psicologo più vicino al paziente. Tra gli altri problemi caratterizzati dall’ansia, quello di non saper gestire il tempo in silenzio e solitudine: “Molte persone non sanno più stare da sole con se stesse” spiegano gli psicologi. 



Tante patologie e tanti problemi psicologici, ma paradossalmente questo Coronavirus può far scoprire anche tante opportunità come spiega la psicologa Gulino: “Non dobbiamo assolutamente minimizzare la gravità di quanto sta accadendo, ma credo che potremmo uscirne migliori, ad esempio in questi giorni le persone sono diventate più socievoli e meno social, c’è un maggior bisogno di contatti reali con le persone, vedo tanti nipoti che chiamano i nonni e tanti parenti che si sentono più spesso”. Un’occasione, ripete Gulino prendendo spunto da una frase di Rilke: “… che ci dobbiamo tenere al difficile è una certezza che non ci abbandonerà… che alcuna cosa sia difficile deve essere una ragione di più per attuarla”.

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