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Bari, trapianto di rene incrociato fra donatori incompatibili

Nel Policlinico è stato eseguito un trapianto di rene incrociato dove un paziente ha ricevuto l'organo da un donatore di Palermo e sua moglie l'ha donato a un ricevente in lista d'attesa a Torino

27 febbraio 2020

ROMA - Nel Policlinico di Bari è stato eseguito un trapianto di rene incrociato dove un paziente ha ricevuto l'organo da un donatore di Palermo e sua moglie l'ha donato a un ricevente in lista d'attesa a Torino. Ad eseguire l'intervento è stata l'equipe del professor Michele Battaglia, direttore della unità operativa complessa di urologia e trapianto di rene dell'Azienda universitaria ospedaliera Policlinico di Bari. "Il Centro regionale trapianti pugliese è stato tra i primi in Italia a sperimentare questa modalità di trapianto da vivente ed è la terza volta che entriamo in una catena di donatori e contribuiamo a restituire una migliore qualità di vita a tre pazienti in trattamento dialitico", spiega il direttore dell'unità operativa di nefrologia e coordinatore del Centro, Loreto Gesualdo.
 
La catena della solidarietà ha incrociato coppie di donatori incompatibili tra loro salvando così tre vite. La prima donazione è stata fatta da una persona deceduta in Veneto e l'ultima in Piemonte evitando la dialisi a un paziente in lista d'attesa da donatore deceduto. "Oggi si tende a far viaggiare gli organi piuttosto che i donatori e i riceventi - spiega il professor Michele Battaglia che ha eseguito l'intervento - il trapianto non è un gesto tecnico ma è un modello organizzativo che vede protagoniste tante figure professionali: il personale medico-infermieristico, le forze dell'ordine che accompagnano la staffetta ma soprattutto deve vedere sempre più coinvolta la società civile. Il dono è una scelta etica consapevole ed è importante che la gente sappia cosa succede, cosa si muove con il proprio singolo gesto d'amore consapevole".
 
"Il Policlinico di Bari si conferma un'eccellenza della sanità pugliese - conclude il direttore generale dell'azienda ospedaliera Giovanni Migliore - le competenze del professor Battaglia e della sua equipe si sono ancora una volta messe in luce in una catena di interventi che ha coinvolto più strutture ospedaliere sul territorio nazionale. Va riconosciuto anche il grande lavoro di coordinamento del centro regionale che con il prof. Gesualdo ha fatto segnare nell'ultimo anno un record di trapianti in Puglia".

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