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Realtà aumentata, sono 3 le operazioni eseguite a Bologna

I dettagli della triplice sperimentazione, eseguita tra la fine di dicembre e gennaio, sono stati presentati al Sant’Orsola alla presenza del governatore Stefano Bonaccini:”Il policlinico è un’eccellenza, riconoscimento Irccs in arrivo”

20 febbraio 2020

BOLOGNA - Non uno, ma tre. La realtà aumentata è già stata testata per la prima volta al mondo al Policlinico Sant'Orsola di Bologna su tre diversi pazienti, tra la fine di dicembre (prima di Natale) e gennaio. Per tutti e tre sono stati realizzati dei manichini ad hoc, su cui testare il visore prima di portare la realtà aumentata in sala operatoria. I dettagli della triplice sperimentazione sono stati presentati nel pomeriggio di oggi al Policlinico in conferenza stampa, alla presenza del governatore Stefano Bonaccini e della numero uno del Sant'Orsola, Chiara Gibertoni. "Sono fortunato a vivere in Emilia-Romagna", commenta il presidente, che ci ha tenuto fortemente a organizzare la conferenza stampa. "A volte non si riesce a percepire l'eccellenza del nostro sistema sanitario- spiega Bonaccini- e se penso che in campagna elettorale c’è chi ha messo in discussione questa qualità, mi viene da dire che il mondo a volte va al contrario".
 
Bonaccini sottolinea poi che "nelle prossime settimane arriverà in Conferenza Stato-Regioni la richiesta di riconoscimento di Irccs per il Sant'Orsola". E aggiunge: "Siamo all'altezza di una sanità che deve sia rispondere ai bisogni quotidiani delle persone sia superare le frontiere". Visto il buon esito della sperimentazione, il Policlinico ha già programmato altri interventi per verificare l'efficacia del sistema. Se tutto andrà per il meglio, spiega Claudio Marchetti, direttore della chirurgia maxillo-facciale del Sant'Orsola, "con l'aiuto della Ue potremo industrializzare il prototipo per poi commercializzarlo in tutta Europa". Nel frattempo venerdì prossimo, 21 febbraio, a Bologna è in programma un convegno in Sala Borsa proprio sulla realtà aumentata, dove i chirurghi italiani potranno testare il sistema grazie a una simulazione virtuale.
 
Il visore per la realtà aumentata in sala operatoria nasce dalla collaborazione del Policlinico Sant'Orsola con l'Università di Pisa. Un legame che "va avanti da molti anni- sottolinea Marchetti- questo progetto è nato insieme a loro 10 anni fa. Tre anni fa poi abbiamo creato una cordata con istituzioni tedesche e francesi per poter vincere un finanziamento nel programma di ricerca europeo 'Horizon 2020'. Questo ci ha permesso di realizzare questo prototipo". Secondo il direttore, la realtà aumentata porterà un cambiamento non solo dal punto di vista medico, ma anche culturale negli ospedali.
 
"Un intervento programmato, che fino al giorno prima è solo nella mente del chirurgo, ora è possibile trasferirlo con le nuove tecnologie direttamente in sala operatoria e riprodurlo- sottolinea Marchetti- questo è un fatto culturale estremamente nuovo, che aprirà un orizzonte diverso e molto affascinante per i chirurghi". Soddisfatta anche l'Alma Mater di Bologna. "Un battesimo migliore per il neonato centro d'Ateneo dedicato all'intelligenza artificiale non ci poteva essere", commenta Uberto Pagotto, delegato del rettore per i programmi di ricerca.

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