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Coma, Salvia (Santa Lucia): non sia discrimine per le cure

Appello del direttore sanitario della Fondazione alla vigilia del voto sui decreti in Conferenza Stato-Regioni: “Rischiamo di escludere migliaia di persone con patologie serie”

20 febbraio 2020

ROMA - "Il coma non può diventare il criterio con cui stabilire se un paziente ha bisogno o meno di cure neuroriabilitative. Rischiamo di lasciare migliaia di persone con patologie serie escluse dalle cure". Ne è convinto Antonino Salvia, direttore sanitario della Fondazione Santa Lucia Irccs, polo romano che ha fatto della riabilitazione neuromotoria e delle neuroscienze la propria missione.
 
La Dire ha intervistato Salvia a margine di un evento a Roma, in cui il dirigente ha lanciato un monito in vista dei due decreti che saranno votati domani in Conferenza Stato-Regioni. Tali provvedimenti propongono di prevedere l'assistenza post-acuzie attraverso il Sistema sanitario nazionale solo a quei pazienti che abbiano subito il coma per più di 24 ore, inserendo gli altri in un percorso "ordinario". Se verranno approvati, secondo il dirigente "si impedirà, a chi ha subito un ictus, di essere ricoverato in neuroriabilitazione, solo perché non è stato contemporaneamente in coma. Il 'sintomo comà come criterio per poter accedere alla neuroriabilitazione rappresenta una discriminazione e una disuguaglianza nell'accesso alle cure, cosa che non è accettabile".
 
Ogni anno in Italia, ricorda l'esperto, "circa 200mila persone subiscono un ictus, sia ischemico che emorragico. Di questi un terzo - quindi 60-70mila persone - affronta conseguenze gravissime e quindi deve poter accedere alla neuroriabilitazione". I decreti potrebbero colpire poi "altre decine di migliaia di pazienti su cui è stata riscontrata una grave compromissione in seguito a una lesione del midollo spinale o dell'encefalo. Si tratta ad esempio di chi è affetto da sclerosi multipla, morbo di Parkinson o altre patologie neurodegenerative, che quasi mai comportano il coma. Anche loro- avverte ancora Salvia- rischiano di restare tagliati fuori dalla neuroriabilitazione".

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