SuperAbile






In Salute e ricerca

Notizie


Epatite c, al Senato presentato il progetto "CCuriamo"

L'Italia finora si è distinta per risultati importanti nell'eliminazione dell'epatite C. Sono stati trattati più di 200mila soggetti, un ottimo punto di partenza che permette al nostro Paese di rimanere in corsa per il raggiungimento dell'obiettivo di eliminazione dell'infezione da HCV entro il 2030

13 febbraio 2020

ROMA - L'Italia finora si è distinta per risultati importanti nell'eliminazione dell'epatite C. Sono stati trattati più di 200mila soggetti, un ottimo punto di partenza che permette al nostro Paese di rimanere in corsa per il raggiungimento dell'obiettivo fissato dall'Organizzazione mondiale della sanità per il 2030 di eliminazione dell'infezione da HCV. Tuttavia, una recente stima dell'Osservatorio Polaris del Centre for Disease Analysis Foundation (CDAF), Lafayette, CO, USA, ha declassato l'Italia da 'on track' al livello 'working towards', ossia un gradino indietro. Tra le iniziative volte a favorire il superamento di questo stallo arriva 'CCuriamo’, un progetto ideato da ISHEO, società di Ricerca, Consulenza e Formazione impegnata nell'analisi di impatto economico e sociale dell'innovazione in sanità, e realizzato con il contributo incondizionato di Gilead Science.
 
Obiettivo dell'iniziativa, presentata oggi in Senato, è stato realizzare una fotografia aggiornata della strategia di eliminazione dell'HCV in Italia, tra successi e passi ancora da compiere, chiamando in causa anche il ruolo delle Regioni. Nel 2019 sono state condotte in particolare 5 tavole rotonde che hanno coinvolto circa 30 esperti da tutta Italia, riuniti a Roma per condividere dati e best practice con impatti anche sulle popolazioni chiave per l'eliminazione dell'epatite C, cioè la popolazione carceraria, i consumatori di sostanze stupefacenti e i coinfetti HIV/HCV positivi. "In Italia è stato fatto molto, ma resta anche una grande mole di lavoro da svolgere- ha detto il professor Salvatore Petta, segretario AISF (Associazione italiana per lo studio del Fegato)- C’è stato un importante decremento dei pazienti avviati al trattamento e questo è avvenuto perché abbiamo esaurito le sacche di pazienti disponibili nei nostri centri. Quindi ora servono strategie di ricerca del 'sommerso’, per rintracciare le persone infette che non sanno di esserlo, sia per curare loro stessi sia per impedire nuovi contagi".
 
A oggi, secondo gli esperti, mancano programmi di screening e di ' linkage-to-care’, cioè la diagnosi e l'avvio al trattamento del paziente presso una struttura dedicata. "Per far emergere il sommerso sono necessarie nuove strategie- ha quindi ribadito il professor Massimo Andreoni, direttore scientifico Simit- Queste nuove strategie devono rendere più semplice l'accesso agli screening e ai trattamenti negli ospedali, permettere la somministrazione della terapia con modalità semplificate, ma soprattutto andare sul territorio per raggiungere quei pazienti più fragili che hanno difficoltà a rivolgersi alle strutture ospedaliere. Finora sono state adottate alcune iniziative alternative, come le unità mobili che vanno in giro per le città arruolando soggetti per l'esecuzione del test. Per esempio, negli ultimi due anni, in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri, è stato organizzato a Roma in piazza San Pietro un ospedale da campo facilmente accessibile alle persone più fragili e in particolare a quelle senza fissa dimora. Questo progetto si è rivelato molto efficace: ha permesso di studiare circa 500 soggetti, che difficilmente sarebbero giunti presso strutture ospedaliere. Ed è in questa popolazione si è trovata una prevalenza dell'infezione di circa il doppio rispetto alla popolazione generale".
 
Alcune regioni, intanto, stanno lavorando "alacremente per attuare azioni concrete per eliminare il virus- ha concluso infine Davide Integlia, amministratore delegato di ISHEO- ma non tutte in maniera armonica. Per raggiungere tale scopo, occorre un maggior coordinamento tra le regioni secondo il quadro tracciato dal Piano Nazionale di Prevenzione".

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati