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Coronavirus, la paura dei cinesi: "Riemerge razzismo sconosciuto e inconsapevole"

L'analisi del sinologo Daniele Cologna. "Abbiamo tutti il dovere di difendere dal pregiudizio i cinesi che vivono in Italia". Il blocco totale dei voli? "Assurdo. L'Oms non ha chiesto questo ai governi"

7 febbraio 2020

MILANO - "Nel nostro Paese c'è un razzismo sconosciuto e inconsapevole che riemerge nei momenti di tensione". Per Daniele Cologna, sociologo dell'immigrazione e sinologo, la paura verso i cinesi, con ristoranti e bar senza più clienti, non è altro che il risultato di un modo tutto italiano di guardare e raccontare "l'altro", il "diverso dalla propria cultura". "C'è una sinofobia strisciante che si alimenta di stereotipi -aggiunge-. E quindi i cinesi e la Cina vengono sempre descritti come un popolo che invade, sporco, avvolto dal mistero, crudele con gli animali. Quando poi c'è una crisi ecco che tutto questo riemerge, come sta accadendo ora".

Ora con l'epidemia questi stereotipi riemergono, quasi che la diffusione del virus fosse colpa dei cinesi o che solo attraverso loro si possa diffondere. "L'organizzazione mondiale della Sanità ha riconosciuto che la Cina sta facendo uno sforzo enorme per contenere l'epidemia con misure mai prese prima -sottolinea-. La Cina sta difendendo il mondo dal virus e non viceversa. E penso che abbiamo tutti il dovere di difendere i cinesi che vivono in Italia dal pregiudizio". Il blocco totale dei voli verso la Cina è "assurdo" e il piano del governo Conte "non ha senso perché l'Organizzazione mondiale della sanità non ha chiesto questo ai governi. Siamo l'unico Paese europeo ad agire così".

L'Italia è il Paese europeo con l'immigrazione cinese più antica, visto che risale almeno agli anni venti del secolo scorso. "I legami con i cinesi sono più forti e profondi di quanto immaginiamo -aggiunge Daniele Cologna-. Ma il mondo della comunicazione è ancora legato a un modo di raccontare i cinesi in chiave esotica ma non corrisponde più alla realtà. Leggo articoli che in cui i cinesi sono ancora descritti per i loro occhi a mandorla o per il colore della pelle. Abbiamo una realtà ben diversa in Italia con cinesi di terza o quarta generazione, matrimoni misti che risalgono agli anni '60. E avremmo bisogno però di parole nuove per raccontare tutto questo".

di Dario Paladini

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