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Le conseguenze della menopausa e l’aiuto del laser

La menopausa è un momento delicato nella vita di una donna, che può determinare diversi fastidi. A restituire la fisiologica funzionalità c’è il laser vaginale, come spiega Paola Villa, ginecologa dell’Ospedale Gemelli

17 gennaio 2020

ROMA - La menopausa è un momento delicato nella vita di una donna, che può determinare diversi fastidi come la secchezza vaginale, le sindromi urogenitali e difficoltà durante i rapporti sessuali. A restituire la fisiologica funzionalità e serenità alle pazienti c’è il laser vaginale, come spiega all'agenzia di stampa Dire, la professoressa Paola Villa, ginecologa e responsabile del servizio di Menopausa e Ostetricia, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, che fa parte dell'Area Salute della Donna diretta dal professor Giovanni Scambia.
 
Come funziona il laser vaginale e quali sono gli ambiti di applicazione?
"Il laser è una tecnologia non così nuova ma nella sua applicazione ginecologica è abbastanza recente. Consiste in un'onda di energia che fa parte della 'famiglia’ degli ultrarossi e ultravioletti grazie a cui è possibile trattare alcune patologie che riguardano la menopausa, in particolare l'atrofia vulvovaginale ma anche la sindrome genitourinaria. Infatti, oltre alla secchezza associata alla menopausa, possono essere presenti problemi legati anche a una lieve incontinenza urinaria, all'aumento delle infezioni vaginali o urinarie e relative ricadute sulla sfera sessuale. Il trattamento induce un calore localizzato a livello della mucosa vulvare e vaginale consentendo il ripristino della situazione quale era quella precedente alla menopausa. Vi sono a disposizione, per il trattamento di queste patologie, anche altri dispositivi come creme, ovuli, trattamenti non ormonali locali. Si tratta insomma di capire quale sia il trattamento migliore per quella paziente. Il laser, lo confermano studi della letteratura scientifica, è efficace come altri tipi di trattamento che abbiamo sempre utilizzato".
 
Una seduta è risolutiva oppure va ripetuto? È doloroso?
"Una seduta non è risolutiva perché l'atrofia vaginale è una condizione cronica che se non viene trattata peggiora, e dunque ogni tipo di trattamento deve essere continuato. Da protocollo il singolo trattamento, che è fastidioso ma non doloroso, dipende dall'energie utilizzate e va ripetuto ogni 30 o 40 giorni per tre o quattro volte per poi proseguire con un richiamo annuale. Non c’è limitazione nelle attività quotidiane, ma consigliamo alla paziente piuttosto l'applicazione locale di creme emollienti".
 
La menopausa, caratterizzata da atrofia vaginale, incide sulla vita sessuale delle donne. Secondo la sua esperienza è sempre così? C’è ritrosia a parlarne?
"Una funzione sessuale alterata può essere conseguente alla menopausa. Non è semplice parlare di questo tema ma sono le pazienti stesse a parlarcene. La menopausa può essere anche precoce e fisiologica - verso i 40 anni o addirittura prima - e può essere anche indotta nel caso di trattamenti oncologici, radioterapici o chirurgici. Dunque anche le pazienti giovani possono trovarsi a confrontarsi con queste problematiche e l'uso del laser offre una possibilità anche per loro".

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