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Sardegna, M5s: celiachia, stop buoni spesa cartacei

Proposta di legge per migliorare la vita dei malati. superare l'attuale sistema di erogazione dei buoni spesa per l'acquisto di alimenti senza glutine per approdare a un modello informatizzato, con l'utilizzo della tessera sanitaria come una carta di credito

14 gennaio 2020

CAGLIARI - Una proposta di legge per migliorare la qualità della vita dei tanti celiaci che vivono in Sardegna. Come? Superando l'attuale sistema isolano di erogazione dei buoni spesa per l'acquisto di alimenti senza glutine- ancora cartacei e spendibili in un'unica soluzione, esclusivamente nelle farmacie o nelle rivendite specializzate- per approdare a un modello informatizzato, con l'utilizzo della tessera sanitaria come una carta di credito. La proposta, depositata in Consiglio lo scorso giugno, porta la firma del M5s, ed è stata illustrata questa mattina alla stampa dai consiglieri Desirè Manca, Roberto Li Gioi, Michele Ciusa e Alessandro Solinas. "La Sardegna è la regione con la percentuale più alta di celiaci- spiega la capogruppo Manca, prima firmataria della norma-. Al 2017, nell'isola sono stati stimati 7.290 celiaci, oltre 5.400 sono donne. Bambini, adulti e anziani, per i quali l'unica cura disponibile è l'esclusione dalla dieta di tutti gli alimenti che contengono il glutine, o la sostituzione con prodotti appositi".
 
In questa situazione, ricorda la consigliera di opposizione, il sistema regionale sardo di erogazione dei buoni spesa per celiaci, è superato, "soprattutto se paragonato a modelli all'avanguardia, come quello della Lombardia. Dobbiamo uscire dalla 'preistoria’, non è possibile che i celiaci sardi debbano avere ancora a che fare con buoni acquisto cartacei, da spendere nelle farmacie o nei negozi specializzati con prezzi superiori a quelli della grande distribuzione".
 
La proposta del M5s è semplice, prosegue Manca, "non stiamo inventando nulla: prendiamo il modello lombardo, già sperimentato, per applicarlo alla nostra Regione. Con questa legge gli assistiti dal sistema sanitario potranno finalmente utilizzare la tessera sanitaria per la loro spesa, che funzionerebbe come una sorta di carta di credito in cui verrebbe caricato il budget mensile", (a livello nazionale, il contributo va da un minimo di 56 euro al mese, ad un massimo di 124, varia a seconda del sesso e dell'età, ndr). In questo modo, sottolinea la consigliera, "gli alimenti per celiaci potranno essere comodamente comprati anche nei supermercati, a prezzi notevolmente più bassi".
 
Durante l'incontro con i giornalisti, spazio anche per una piccola polemica con la maggioranza: "Questa proposta di legge era pronta il 26 giugno del 2019- attacca Manca- in sette mesi non siamo riusciti a discuterla in commissione Salute, nonostante le mie numerose sollecitazioni. Non solo: al ritorno dalla pausa per le festività natalizie, abbiamo appreso che una proposta di legge identica alla nostra, è stata depositata da alcuni consiglieri del centrodestra. Ecco come lavora questa maggioranza in Consiglio: snobbano la proposta del movimento, e fanno poi un copia e incolla del testo, addirittura replicando i refusi. Tutto per presentare una legge esclusivamente a loro nome. Giochi politici sulla pelle dei celiaci".

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