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Malattie ematologiche, l'Italia crea una rete di cure in Palestina

L'Italia ha rilanciato il suo impegno al fianco della popolazione palestinese, favorendo la creazione di una rete di centri per il trattamento di malattie ematologiche rare

14 gennaio 2020

ROMA - L'Italia ha rilanciato il suo impegno al fianco della popolazione palestinese, favorendo la creazione di una rete di centri per il trattamento di malattie ematologiche rare, come emofilie, talassemie e altre emoglobinopatie. Come si legge sul sito web della sede a Gerusalemme dell'Agenzia italiana della cooperazione allo sviluppo (Aics), si è conclusa la missione dei rappresentanti di Istituto superiore di sanità (Centro Nazionale Sangue) e Centro emofilia dell'Ospedale di Perugia, per incontrare il ministro della Salute palestinese, May Alkaila, e i partner dell'iniziativa 'Haemo-Pal - Potenziamento dei Centri clinici per la diagnosi e cura delle malattie emorragiche congenite e delle emoglobinopatie in Palestina’.
 
Il progetto 'Haemo-Pal' intende realizzare attività di formazione per professionisti palestinesi, sviluppare e implementare registro e cartella informatizzati, protocolli e linee guida, contribuire ad un upgrade dei laboratori, qualificare i centri trasfusionali per renderli autosufficienti nella produzione degli emoderivati.
 
Inoltre, alcune regioni italiane - Emilia-Romagna, Marche, Toscana e Umbria - doneranno concentrati di fattori della coagulazione derivati dalla lavorazione del plasma italiano, per un valore commerciale di circa 10,5 milioni di euro, in aggiunta al dono di Aics di 1,8 milioni di euro. Le attività inizieranno nel primo semestre del 2020, per una durata complessiva di 36 mesi.

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