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Allarme dei sindacati: “fuga” dei medici al pronto soccorso di Imola

Il Pronto soccorso di Imola rischia di rimanere sguarnito nell'arco dei prossimi mesi, proprio a cavallo di un periodo delicato come l'estate. A lanciare l'ennesimo allarme sulla carenza di organico sono i sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fp e Cisl medici, Uil-Fpl e Uil medici, che prevedono "un'estate rovente"

24 aprile 2019

BOLOGNA - Il Pronto soccorso di Imola rischia di rimanere sguarnito nell'arco dei prossimi mesi, proprio a cavallo di un periodo delicato come l'estate. A lanciare l'ennesimo allarme sulla carenza di organico sono i sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fp e Cisl medici, Uil-Fpl e Uil medici, che prevedono "un'estate rovente" proprio per la mancanza di personale. Una situazione "ulteriormente degenerata con il pensionamento del primario". L'organico originario del Pronto soccorso di Imola prevedeva infatti 20 medici e un primario, mentre oggi risultano in servizio 17 medici ("Tre maternità non sono state sostituite", spiegano i sindacati) e il ruolo di primario è ancora scoperto (da fine 2018 c’è un interim). Ma non è tutto.
 
"Il recente concorso dell'Ausl di Bologna, a cui partecipano sei dei medici superstiti- sottolineano i sindacati- potrebbe assottigliare ulteriormente l'organico nei prossimi cinque mesi, mesi cruciali in concomitanza con le ferie estive obbligatorie contrattualmente, al netto di eventuali malattie e maternità ulteriori". Di conseguenza, temono Cgil, Cisl e Uil, i pochi medici rimasti resteranno in servizio "saltando riposi e con sequenze turnistiche massacranti".
 
Il tutto avrà "ripercussioni sulla qualità dei servizi erogati all'utenza- continuano i confederali- con una strategia di blocco dei ricoveri, eccetto per l'area chirurgica, e un sovraffollamento dell'area osservazione, dove nel pomeriggio è assente il medico, con conseguente carico aggiuntivo per il personale del Pronto soccorso" di Imola, già ridotto all'osso. A cascata, questa situazione avrà conseguenze "sul personale infermieristico e sul triage- prevedono i sindacati- dove il malcontento e le proteste degli utenti per il protrarsi delle attese può ingenerare casi di tensione e possibili aggressioni al personale, come già in passato abbiamo denunciato (il personale di vigilanza esterna entra in servizio dalle 20)".
 
A conti fatti, dunque, secondo Cgil, Cisl e Uil a Imola "servono urgentemente tre medici e il primario che dia la propria impronta al servizio di Pronto soccorso, prima che inizino le ferie estive che potranno solo aggravare questa situazione ben nota alla direzione generale dell'Ausl di Imola, che ha indetto in merito una riunione per il 24 aprile. Le cause di tale emergenza sono note da tempo, ma le soluzioni, che non siano tampone, sono lontane dal venire", chiosano i sindacati.

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