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Tumori, Sinuc: il 43% pazienti a rischio malnutrizione

La malnutrizione è presente nel 39% circa dei pazienti in trattamento attivo (chemio e radio) e un paziente oncologico su 5 muore di cachessia neoplastica prima che per la malattia. Il presidente Maurizio Muscaritoli: "Tollerano meno le terapie e vanno incontro a ricoveri ripetuti"

14 dicembre 2019

ROMA - "Il momento di riflessione favorito da Nutrizione Medica - Unione Italiana Food ci permette di ricordare alle istituzioni che il 9% dei pazienti è già malnutrito in prima visita oncologica, ovvero ancora prima di iniziare le terapie antitumorali. Il 43% è a rischio di malnutrizione. La malnutrizione è presente nel 39% circa dei pazienti in trattamento attivo (chemio e radio) e che un paziente oncologico su 5 muore di cachessia neoplastica prima che per la malattia". Lo ha sottolineato il presidente della SINuC-Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo, Maurizio Muscaritoli, in occasione oggi a Roma della presentazione del manifesto 'Nutrizione medica: più forza alla cura’, messo a punto da Unione Italiana Food - Nutrizione medica per chiedere con urgenza di garantire a tutti i pazienti, in particolare a quelli oncologici, il diritto alla nutrizione medica, superando le diseguaglianze territoriali.
 
"I pazienti oncologici malnutriti tollerano meno bene le terapie- ha proseguito Muscaritoli- la cui tossicità aumenta in corso di malnutrizione e, in media, ricorrono maggiormente a ricoveri ospedalieri ripetuti. Dati recentemente presentati alla 'XII International Conference on Cachexia, Sarcopenia and Muscle Wasting' indicano che una elevata percentuale (>70%) di pazienti con tumori del tratto gastroenterico o del polmone presentano riduzione dell'appetito fin dal momento della diagnosi e prima di ogni terapia, con una significativa riduzione della assunzione di cibo, che risulta ben al di sotto delle raccomandazioni internazionali. In questo quadro, la supplementazione calorico-proteica con i supplementi nutrizionali orali ha evidenziato, in pazienti con diversi tipi di tumore e trattati in diversi stadi di malattia, un miglioramento non solo del peso corporeo e dell'assunzione globale di proteine e calorie- ha concluso il presidente della SINuC- ma anche dello stato clinico del paziente, della sua qualità di vita e della sua tolleranza all'esecuzione di cicli multipli di chemio e/o radioterapia".

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