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In volo con Chagall

Ciò che l’arte e la fantasia concedono è sempre un orizzonte di possibilità, di andare oltre; cose che però, Chagall ci ricorda, partono sempre dall’incontro con le persone, la natura e la vita nel suo complesso

19 novembre 2019

“Dorme/È sveglio/A un tratto dipinge/Prende una chiesa e dipinge una chiesa/Prende una vacca e dipinge con una vacca/Con una sardina/Con teste, mani, coltelli/Dipinge con un nervo di bue/ Dipinge con tutte le sporche passioni di una cittaduzza di ebrei/ Con tutta la sessualità esacerbata della provincia russa [...]”.
 
Con questi versi, nel 1913, il poeta Blaise Cendras compose a Parigi il IV dei Poèmes élastiques, dedicandolo interamente all’amico Marc Chagall (1887-1985).  Un intensissimo ritratto del noto pittore russo, perennemente sospeso, come i suoi dipinti, tra sogno e realtà.
 
Ed è proprio intorno questo scarto, a ciò che si agita tra l’universo onirico e il quotidiano, che Bologna sceglie ora di dedicare una ricca mostra all’opera dell’artista di Vitebsk , “Chagall. Sogno e magia”, fino a marzo 2020 a Palazzo Albergati.
 
Chissà perché questo tema, che sa di fiaba ma non lo è, attira ancora così tanto la nostra attenzione. Se c’è un pittore del Novecento che compare su calendari, magliette, quaderni e merchandising vari in grande quantità, infatti è proprio Chagall.  Sarà per i suoi colori accesi, per la dolcezza che trasmette, per le sue figure sempre pronte a spiccare il volo.
 
Eppure, forse, la cosa più interessante di Chagall non è tanto la restituzione di un mondo nell’insieme rassicurante ma il posto che in questo mondo trovano pulsioni, difficoltà, eventi e la diversità nel suo insieme, celebrata come energia e ricchezza, capace di sorprendere, nella sua semplicità, visibile e invisibile insieme.
Ciò che l’arte e la fantasia concedono è sempre un orizzonte di possibilità, di andare oltre, cose che però, Chagall ci ricorda, partono sempre dall’incontro con le persone, la natura e la vita nel suo complesso.
 
A chi non sarà capitato infatti, con o senza carrozzina, di sentirsi come lui e la moglie Bella, mano nella mano e sospesi da terra nella celebre La passeggiata? O chi non è rimasto mai affascinato (o infastidito) dal canto di un gallo, re del pollaio e nello stesso tempo portatore di presagi?
 
Chagall è amato da tutti perché concepisce l’inconscio e il sogno come una cosa sola con la realtà, presa per ciò che è in tutta la sua concretezza.
 
E l’arte è proprio questo per me, una cosa concreta, una scelta (quella di andare o non andare a vedere qualcosa per esempio) che parte prima di tutto da un gusto, un’affinità, per poi aprire a nuove conoscenze e orizzonti ma che non è mai terapia.
 
L’estetica, non mi stancherò mai di ripeterlo, ha una funzione fondamentale nella qualità della vita di tutti, perché noi siamo e pensiamo anche quello che vediamo e di cui facciamo esperienza.
 
Io di arte non m’intendo molto ma sicuramente non mi manca la curiosità, altro ingrediente fondamentale nella gestione del proprio tempo libero, di cui vi consiglio di non fare mai a meno.
 
La mostra, che si preannuncia come una delle più interessanti del territorio nazionale, raccoglie anche alcune rarità provenienti da collezioni private di cui, forse, si è ancora poco parlato.
 
Ciascuno ci vedrà quello che vorrà. 
Io, nel frattempo, mi abbandono alle note de Il violinista sul tetto e concludo citando una frase dell’artista che mi pare abbia molto a che fare con i temi a noi cari:
“ Tutto il nostro mondo interiore è realtà, esso è forse più reale del mondo visibile. Se si definisce fantasia o favola tutto ciò che appare illogico, si dimostra soltanto di non aver capito la natura”.
 
Che dire, non mi resta che riprendere a passeggiare, chissà chi o che cosa incontrerò.
 
E voi, siete capaci di sognare la mattina?
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina Facebook.

di Claudio Imprudente

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