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Mohamed: malato psichiatrico e invalido, rischia l'espulsione

In cura al servizio di etnopsichiatria dell'Ospedale Niguarda, per effetto del decreto Salvini non ha potuto rinnovare il suo permesso di soggiorno per motivi umanitari. Ora il suo caso è finito in Tribunale. "In caso di rimpatrio si ritroverebbe privo di sostegno familiare e cure adeguate", scrive l'avvocato nel ricorso

18 novembre 2019

MILANO - Mohamed ha 29 anni e da quando ne ha 13 vive in Italia, mandato dal padre a cercare fortuna. Una fortuna che non ha mai trovato. E il padre l'ha rispedito in Italia ogni volta che lui è tornato a casa, in Marocco, perché non riusciva a trovare un lavoro. Nel frattempo ha cominciato ad avere problemi di salute mentale e da circa sette anni è seguito dal servizio di etnopsichiatria dell'ospedale Niguarda. L'Inps gli ha anche riconosciuto l'invalidità civile, dichiarandolo inabile totale e permanente all'attività lavorativa. Ora rischia di essere espulso dall'Italia e di dover tornare in Marocco dove ha una famiglia che l'ha più volte cacciato da casa. Mohamed aveva un permesso di soggiorno per motivi umanitari, che ora è scaduto. Ne ha chiesto il rinnovo, ma con il decreto Salvini (il n.113 del 2018) questo tipo di permesso non esiste più. La Commissione Territoriale ha respinto anche la sua richiesta di un permesso di soggiorno per protezione speciale. Il caso di Mohamed, che è seguito dalla Casa della carità, è finito ora in Tribunale, dove ha presentato un ricorso contro il Ministero dell'Interno e la Commissione Territoriale. 
 
"Purtroppo ci troviamo di fronte a un esempio degli effetti del decreto Salvini - spiega Livio Neri, avvocato di Mohamed - . E ne fa le spese un malato psichiatrico riconosciuto invalido civile". Nel ricorso, l'avvocato Neri scrive che "in caso di rimpatrio nel Paese d’origine, sarebbe esposto al serio rischio di subire persecuzioni in ragione della sua peculiare condizione personale e sociale. Il ricorrente si troverebbe infatti in un Paese nel quale non potrebbe accedere alle necessarie cure psichiatriche, privo di sostegno familiare e sociale, perdendo ogni contatto con la realtà nella quale ha vissuto per circa quindici anni, nella quale ha studiato ed ha finalmente iniziato un importante percorso di cura. Il suo allontanamento dal territorio nazionale lo esporrebbe quindi a quindi sicure persecuzioni (nel senso di assenza di protezione e di cura).

di Dario Paladini

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