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Psicoterapia via smartphone? Una realtà con il progetto della Asl Roma 6

Parte la prima sperimentazione di supporto psicologico, ascolto e sostegno 'a distanza' via smartphone avviata dalla Asl Roma 6, in collaborazione con i dipartimenti di Psicologia delle Università di Torino e Palermo. Per adolescenti, neomamme e over 65

16 novembre 2019

ROMA - Uno spazio di ascolto e di sostegno di 'psicoterapia a distanza'. Parte da qui la prima sperimentazione di supporto psicologico via smartphone avviata dalla Asl Roma 6, in collaborazione con i dipartimenti di Psicologia delle Università di Torino e Palermo, su una popolazione target. "I professionisti che lavoreranno in questo ambito sono nostri psicoterapeuti, dipendenti dell'Azienda, che hanno seguito un percorso di formazione certificata dall'Istituto Tavistock di Londra. Oggi siamo pronti". Si mostra sicuro Narciso Mostarda, direttore generale della Asl Roma 6.
 
Sono state individuate tre fasce di utenti da inglobare nella sperimentazione. "La prima e più delicate è quella degli adolescenti, soprattutto con problemi di dipendenza da sostanze e web-mediata- precisa Mostarda- è difficile per l'adolescente chiedere aiuto, a maggior ragione se dovesse essere di tipo psicologico, probabilmente a causa di una diffidenza, di una difficoltà e di una distanza". Una lontananza che, a detta di Mostarda, potrebbe essere colmata da uno smartphone: "Lo strumento è ormai a disposizione di tutti, ma adesso potrà consentirci di costruire delle connessioni e delle relazioni". La seconda fetta di popolazione riguarda le neomamme "che segnalano alcuni sintomi che ci fanno pensare a un disturbo dell'umore post partum. È una sintomatologia molto seria che può comportare dei rischi seri per la mamma e/o il neonato. In questo caso utilizziamo i nostri psicoterapeuti che afferiscono ai servizi dei consultori". Infine, gli over 65: "Parliamo della terza età, molto probabilmente alle prese anche con patologie croniche e con delle difficoltà a spostarsi dal loro domicilio per raggiungere i servizi di salute territoriale. In questo caso cerchiamo di capire come utilizzare la tele-assistenza, intesa non solo dal punto di vista psicologico- continua Mostarda- ma anche in un senso più ortodosso, tradizionale, come sulla rilevazione dei parametri essenziali per monitorare le loro patologie croniche".
 
Il progetto di 'Psicoterapia a distanza’ della Asl Roma 6 ha ottenuto il benestare del comitato etico poche settimane fa. "Da quel momento ci siamo dati sei mesi- fa sapere il direttore generale- ed entro l'estate 2020 pensiamo di cominciare a comunicare gli esiti di questa sperimentazione. Adesso dobbiamo capire come tutelare tutta una serie di sensibilità etiche legate alla privacy". Perché accedere a questo servizio non è difficile: "C’è una sorta di intranet dedicato, proprio per garantire la protezione e la riservatezza massima di questi incontri attraverso lo smartphone".
 
L'obiettivo finale sarà quello di misurare gli esiti della qualità dell'intervento di supporto psicologico offerto attraverso il telefonino. "Oggi selezioniamo a monte la platea- precisa il neuropsichiatra- ma la nuova frontiera sarà consentire ai cittadini di poter chiedere, dal primo colloquio di verifica, di seguire un percorso di supporto a distanza". Questo "consentirebbe di ottimizzare le risorse umane di un'azienda rispetto alla capacità di seguire un numero di pazienti sicuramente superiore all'attuale capacità di dare risposte. Vorremmo spendere bene le risorse che abbiamo e- aggiunge il direttore generale della Asl Roma 6- se riuscissimo a risparmiare, probabilmente quel risparmio ci consentirebbe di aumentare notevolmente il numero dei pazienti trattati". Per il direttore generale non si tratta tanto della "necessità di un risparmio in assoluto, ma di aprire l'accesso alle cure con costi contingentati. Il sistema sanitario nazionale deve essere sostenibile e noi, attraverso tale sperimentazione, vorremmo dimostrare all'interno del budget che abbiamo che si può aprire e di molto l'accesso alle cure. Aumenteremo il numero dei pazienti che possono bussare alla nostra aziende e a tutte le aziende sanitarie pubbliche- conclude Mostarda- per chiedere uno spazio di ascolto psicologico".

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