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Musicoterapia, laboratori in corsia per aiutare i piccoli pazienti

Ogni anno l’associazione Mozart14 realizza “Le Giornate di Tamino” per promuovere le attività organizzate in quattro reparti pediatrici del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Zanchi (musicoterapeuta): “Così i bimbi affrontano la malattia in modo migliore”

7 novembre 2019

BOLOGNA – La musica può alleviare il dolore fisico e morale dei pazienti ospedalizzati, soprattutto quelli più piccoli. Per questo, Mozart14 – associazione nata nel 2014 per proseguire il lavoro di Claudio Abbado, direttore d’orchestra da sempre impegnato a coniugare la sua professione con iniziative sociali ed educative – organizza “Tamino”, attività che offre laboratori di musicoterapia ai bambini in cura presso alcuni reparti pediatrici del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, a oggi inserita a tutti gli effetti nel percorso clinico.  
 
“Un bambino ricoverato in ospedale è costretto a limitare alcune attività essenziali per la sua età: vedere, giocare, esplorare. La musicoterapia può restituire queste dimensioni. In tal modo, si può affrontare la malattia in modo migliore”, afferma Barbara Zanchi, musicoterapeuta, psicologa e musicista, nonché presidente di Music Space Italy, associazione impegnata da più di 20 anni nella formazione di musicoterapeuti professionisti, che collabora con Mozart14 e coordina i laboratori in due dei quattro reparti pediatrici (onco-ematologia e chirurgia).
 
“Un nostro studio recente ha dimostrato come la musicoterapia offra ai bambini un importante momento di distensione e contenimento dell’ansia, sentimento che i più piccoli tendono a non esprimere”. Nel corso delle sedute, che durano in media tra i 30 e i 40 minuti, “abbiamo notato come il coinvolgimento aumentasse progressivamente. L’evoluzione delle espressioni facciali è un fattore significativo: i bambini arrivano addolorati ma, nel corso dell’incontro, riescono a distrarsi dalla sofferenza causata dalle terapie”. La musica è anche uno strumento utile a favorire relazioni sociali: “I bambini si attivano, aumentano il contatto visivo e il livello di interazione verbale”, racconta Zanchi, che poi aggiunge: “L’ospedale è un ambiente che non consente scelte, occasioni come queste aiutano a ristabilire quello che in psicologia viene definito un ‘controllo positivo sull’ambiente’”. Quando sono molto addolorati, “i bambini non accettano la cura: alle volte, però, anche poter dire di no è una risorsa. I più piccoli tendono a chiudersi quando stanno male. Noi stiamo ai loro tempi, cosa che in ospedale – dove tutto è subordinato alle esigenze della cura – non succede spesso. È capitato anche che il nostro invito venisse accettato dopo alcune settimane”.  
 
La musicoterapia non ha effetti positivi solo sui pazienti. “Spesso, agli incontri partecipano anche i familiari. Nel reparto di chirurgia abbiamo consegnato loro una serie di questionari: oltre a evidenziare effetti positivi sui bambini, alcuni hanno ammesso di avere tratto beneficio dalla terapia. Vedere i propri figli vivere momenti di normalità ha una ricaduta di benessere sui genitori”, rivela Zanchi.   
 
In Italia, la musicoterapia – regolamentata come professione nel 2013, ma non ancora riconosciuta a livello istituzionale – si è definita più tardi rispetto al resto dell’Europa. Un musicoterapeuta necessita, prima di tutto, di competenze musicali di buon livello, che vanno poi coniugate a conoscenze mediche specifiche. I percorsi formativi – dal 2005 regolati secondo norme omogenee – toccano diversi campi: su tutti, artistico, pedagogico e umanistico. Oggi, la musicoterapia è usata in diversi ambiti clinici: negli ultimi anni, il suo utilizzo è aumentato, prevalentemente per le cure palliative. “La crescita, sia a livello di utilizzo sia di preparazione professionale, va sicuramente sostenuta. Negli ultimi anni, i conservatori si sono attrezzati per diventare la principale palestra di formazione dei musicoterapeuti, ma sempre appoggiandosi a ospedali e università al fine di garantire l’acquisizione delle competenze multidisciplinari necessarie.  In prospettiva sarebbe bello che il musicoterapeuta avesse un ruolo riconosciuto all’interno delle equipe mediche, così come avviene all’estero: a oggi, infatti, opera in base alle istruzioni delle figure sanitarie di riferimento, a seconda del contesto”, spiega Zanchi.
 
Ogni anno, Mozart 14 realizza “Le Giornate di Tamino”, rassegna finalizzata a divulgare le attività organizzate dall’associazione nei reparti pediatrici e a raccogliere fondi per sostenerle. Il prossimo appuntamento sarà il 9 novembre presso la Chiesa Evangelica Metodista, dove si terrà il concerto di Komos, il coro Lgbt di Bologna. Il ciclo di eventi sarà chiuso dall’esibizione del duo composto da Matteo Cimatti e Marco Gaggini, che si terrà il 15 novembre – in occasione della Giornata Europea della Musicoterapia – presso la sede di UniCredit di Palazzo Magnani. Seguiranno due eventi dedicati solamente ai bambini ricoverati. Il 20 novembre, i consueti incontri pomeridiani di musicoterapia saranno affiancati da una staffetta musicale che si terrà nel Padiglione 13. Il 21 pomeriggio, invece, sempre il Padiglione 13 ospiterà lo spettacolo “Teatro in musica” di Gek Tessaro.

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