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Escursioni con miniguida contro lo stigma del disagio mentale

"La questione dei figli di genitori con disturbi psichici in Italia rappresenta ancora un problema sommerso, un fenomeno non quantificato da dati, che però investe tantissime persone”

17 settembre 2019

ROMA - "La questione dei figli di genitori con disturbi psichici in Italia rappresenta ancora un problema sommerso, un fenomeno non quantificato da dati, che però investe tantissime persone. Giusto che l'attenzione in questi casi sia per la persona malata, ma di figli nati e cresciuti in questi contesti non se ne parla ancora abbastanza". È così che Stefania Buoni, fondatrice e presidente dell'Associazione Comip (Children of parents with a mental illness) racconta il fine dell'associazione nata a novembre 2017, dopo un percorso iniziato nel 2010 per motivi personali che l'ha portata a voler cercare informazioni e a fondare nel 2011 il primo gruppo di auto mutuo aiuto italiano online riservato ai figli di genitori con disturbo psichico. Oggi conta tantissimi iscritti, prevalentemente dai 17 anni in su.
 
Il gruppo, spiega, è "il primo e spesso unico spazio per parlare con qualcuno della propria esperienza, per gestire situazioni di forte conflitto che vengono a crearsi, o un senso di colpa per non riuscire ad aiutare un genitore che sta male. Da una parte serve a sentirsi meno soli, dall'altra si propone di aiutare chi ancora tentenna nel cercare aiuto, prendendo coscienza del problema, ed evitando di cadere nel rischio del burnout". In Italia, "c’è ancora un forte stigma sulla salute mentale. Il nostro lavoro- continua Buoni- è quindi mirato ad agire preventivamente nel sensibilizzare la società, un lavoro che è innanzitutto culturale. Noi come sede legale siamo a Terni, ma ci spostiamo a tappeto su tutta Italia per portare il tema in tutti i livelli, con la volontà di essere soggetti attivi del cambiamento e non vittime che hanno sofferto", racconta ancora la presidente del Comip.

"Al momento stiamo lavorando per raggiungere le scuole, perché parlare con i ragazzi oggi sarà di aiuto domani, in certe situazioni. Imparare a gestire le emozioni è l'importante punto di partenza, e accettare che un disagio mentale va trattato come qualsiasi altra malattia. Il benessere è fatto di tante cose- ricorda- e la salute mentale è un bene da coltivare per poter affrontare la vita". Per veicolare il messaggio, Buoni ha anche scritto un libro: 'Quando Mamma o papà hanno qualcosa che non va- Miniguida alla sopravvivenza per figli di genitori con un disturbo mentale'. "Quando l'associazione non era ancora nata, ma forte era l'esigenza di lasciare una testimonianza della mia esperienza personale e del mio lavoro di attivista- spiega la donna- nella guida ci sono anche consigli pratici, suggerimenti sui luoghi e sulle persone a cui rivolgersi. La distribuzione non è quella classica. Attraverso il crowfunding, a fronte di una donazione per l'acquisto, siamo in grado di ristamparne altre copie e di girare l'Italia portando questo messaggio, donandolo per esempio a biblioteche, scuole, etc.". (Questo il link per acquistarlo).
 
Ma ecco un altro aspetto originale legato alla promozione del libro ideato da Buoni: "Strumento privilegiato per presentare il libro e distribuirlo è in occasione di passeggiate in giro per l'Italia, chiedendo a guide escursionistiche 10 minuti per parlare di Comip e del progetto ai camminatori. Il libro si porta fisicamente nello zaino, come metafora del peso che inizialmente è tutto sulle proprie spalle ma con l'informazione e la condivisione e la conoscenza piano piano si può condividere". Anche in virtu' di questo, conclude Buoni alla Dire, "il 22 settembre a Roma ci uniremo allo sport nella 5 chilometri Run For Peace con la nostra associazione, per portare il nostro messaggio". Qui è possibile iscriversi alla 5 km: https://www.retedeldono.it/runforpeace19/comip.

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