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Il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani

In Italia circa 200 decessi all'anno riguardano ragazzi sotto i 24 anni: la tendenza è in calo, ma cresce il fenomeno dell'autolesionismo. Call center e app per chiedere aiuto. Disponibile il documentario “Tagli”

11 settembre 2019

ROMA - Il suicidio, nel mondo, è la seconda causa di morte tra giovani e giovanissimi. In Italia circa 200 decessi all'anno riguardano ragazzi sotto i 24 anni. La tendenza al suicidio è in calo, rileva l'Istat, ma cresce il fenomeno dell'autolesionismo tra gli adolescenti. Al Bambino Gesù, le richieste urgenti in pronto soccorso per ideazione e comportamento suicidario sono aumentate di 20 volte in 8 anni. Nella Giornata mondiale di Prevenzione del suicidio, che si è tenuta ieri 10 settembre, a Roma, l'ospedale pediatrico della Santa Sede ha dedicato a questi temi il convegno scientifico 'Bambini, adolescenti e suicidio: una nuova emergenza’. Nel corso dell'incontro è stata presentata l'anteprima di 'Tagli’, il documentario di Discovery Italia che racconta le storie di autolesionismo di tre giovani ex pazienti del Bambino Gesù.

I numeri del fenomeno

A livello globale, secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, i suicidi si collocano al secondo posto tra le cause di morte nella fascia d'età 15-29 anni. Seconda causa di morte anche per i giovani italiani dai 15 ai 24 anni. Sono circa 4.000 i suicidi ogni anno registrati in Italia, riferisce l'Istat: oltre il 5% è compiuto da ragazzi sotto i 24 anni. Gli ultimi dati disponibili dell'Istituto nazionale di Statistica indicano che in Italia il trend dei suicidi è in calo: dal 1995 al 2017 il numero dei decessi, in tutte le fasce d'età, si è ridotto del 14%. A fronte di questa diminuzione, crescono i casi di autolesionismo e di comportamento suicidario tra gli adolescenti. Uno studio internazionale pubblicato su Journal of Child Psychology and Psychiatry, rileva che in Europa oltre un quarto degli adolescenti (27,6%, con età media di 14 anni) mette in atto comportamenti autolesivi occasionali o ripetuti nel tempo. In Italia il fenomeno riguarda circa il 20% dei ragazzi. All'ospedale pediatrico Bambino Gesù le richieste urgenti in pronto soccorso per ideazione e comportamento suicidario negli ultimi 8 anni sono aumentate di 20 volte: si è passati dai 12 casi del 2011 ai 237 del 2018. Tra questi anche bambini di 10-11 anni per autolesionismo e tentato suicidio. Lo scorso anno, sempre in pronto soccorso, sono state effettuate quasi 1.000 consulenze neuropsichiatriche con un aumento del 24% rispetto al 2017.

Il documentario "Tagli"

Nel corso del convegno è stata presentata l'anteprima del documentario 'Tagli’ che racconta storie vere di autolesionismo giovanile. Tre ex pazienti del Bambino Gesù hanno ripercorso in prima persona la loro esperienza e il loro percorso di guarigione. Il documentario è stato realizzato da Real Time, canale del gruppo Discovery Italia, all'interno del programma di responsabilità sociale del gruppo Discovery for Good. 'Tagli’ sarà disponibile dal 10 settembre su Dplay Plus e sarà trasmesso a ottobre in seconda serata su Real Time (canale 31). "Bisogna far conoscere questo fenomeno per poterlo affrontare in temi rapidi e con efficacia- aggiunge Vicari-; i nostri dati dimostrano che un bambino, un ragazzo che si taglia è a potenziale rischio di suicidio. Intervenire precocemente è il solo mezzo per interrompere questa spirale pericolosissima".

Un call center e una app per chiedere aiuto

Per ricevere aiuto immediato in caso di difficoltà, al Bambino Gesù è attiva, 24 ore su 24, la helpline 'Lucy' al numero: 06 6859 2265. Ogni giorno, per tutto l'anno, un team di psicologi esperti è pronto a dare una prima risposta ai problemi di natura psicologica e psichiatrica di bambini e ragazzi. Si tratta di vere e proprie consulenze cliniche telefoniche per la prevenzione del suicidio, interventi psicologici basati sull'ascolto competente del problema e sulla gestione della situazione attraverso strumenti e tecniche scientificamente validate. Dopo aver preso tutte le informazioni, lo psicologo valuta la soluzione più adatta. Nei casi più urgenti può disporre l'invio al pronto soccorso. Per la prevenzione del disagio giovanile l'ospedale Bambino Gesù e l'associazione Fiorenzo Fratini onlus hanno sviluppato AppToYoung, un'applicazione per tablet e smartphone che permette ai ragazzi che ne hanno bisogno di chiedere il supporto di uno specialista. Si può scaricare gratuitamente da Google Play, è sempre operativa e garantisce privacy e anonimato. è uno strumento utile anche per genitori e insegnanti perché', grazie ad una particolare funzione, consente di chiedere consiglio anche per un amico, per un figlio o per uno studente che magari non ha la forza o la possibilità di cercare aiuto.

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