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Sanità, al via la gara per la rete diagnostica multimediale lombarda

Gli esami diagnostici, come Tac, ecografie, referti cardiologici e di anatomia patologica, 'seguiranno’ il paziente in modo virtuale e saranno consultabili, in tutti gli ospedali pubblici della Lombardia, dal medico di famiglia e anche a casa propria. Lo stabilisce una delibera approvata dalla Giunta regionale

10 settembre 2019

MILANO - Gli esami diagnostici, come Tac, ecografie, referti cardiologici e di anatomia patologica, 'seguiranno’ il paziente in modo virtuale e saranno consultabili, all'occorrenza e in modo compatibile, in tutti gli ospedali pubblici della Lombardia, dal medico di famiglia e anche comodamente a casa propria. Lo stabilisce una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore al Welfare, Giulio Gallera, attraverso la quale viene avviato un percorso operativo, con una gara centralizzata, per la creazione della rete diagnostica multimediale lombarda (Ris-Pacs). "La tecnologia e l'innovazione applicate al nostro sistema di welfare- commenta il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana- garantiranno ai cittadini servizi migliori, con qualità e funzionalità sempre più elevate. Stiamo ragionando in ottica di sistema, al fine di estendere a tutti i nostri ospedali pubblici le più recenti dotazioni in termini di macchinari, apparecchiature e sistemi multimediali con benefici enormi per l'utenza".
 
Soddisfazione è espressa anche da Gallera, che promette: "Andremo a ridisegnare in chiave ultramoderna, l'architettura tecnologica di collegamento fra Regione e gli enti socio-sanitari, abilitando la condivisione delle immagini diagnostiche su scala regionale, a beneficio dei cittadini e a tutela della loro privacy". Da qui, la possibilità di realizzare, in tempo reale, di "servizi di tele-refertazione e teleconsulto fra specialisti".
 
Stando ai dati diffusi dall'amministrazione regionale, la piattaforma costerà 182 milioni di euro e l'erogazione e diffusione vera e propria del servizio si prevede entro 8 anni. Attraverso la procedura centralizzata si prevede, fra l'altro, un risparmio effettivo per la Regione e le Aziende socio-sanitarie pubbliche.
 
"Nell'ottica di una reale semplificazione e dematerializzazione delle procedure e dei servizi- conclude l'assessore al Welfare- i cittadini non dovranno più recarsi da un ospedale all'altro carichi di referti, lastre o diagnosi. Il nuovo sistema garantirà infatti un accesso diretto alle informazioni diagnostiche indipendentemente dal luogo di visita, cura o assistenza".

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