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Psichiatria, Sinpia: in Lombardia +28% di ricoveri di adolescenti

In aumento, inoltre, "le giornate di degenza che arrivano al 50% nell'ultimo biennio, con un 10% in più ogni anno di chi viene inserito in comunità terapeutica". Una situazione drammatica per Antonella Costantino, presidente della società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza

30 luglio 2019

ROMA - "È aumentato del 28% l'accesso in pronto soccorso per emergenze e ricoveri da acuzie psichiatriche negli adolescenti". In aumento, inoltre, "le giornate di degenza che arrivano al 50% nell'ultimo biennio, con un 10% in più ogni anno di chi viene inserito in comunità terapeutica". Questi sono i dati allarmanti sull'emergenza psichiatrica in adolescenza della sola regione Lombardia, essendo "pochissime le informazioni a livello nazionale", spiega alla Dire Antonella Costantino, presidente della società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (Sinpia).

In ogni caso la fotografia in Lombardia "è abbastanza significativa", perché prende in considerazione "le forme in continuo cambiamento del disagio e del disturbo psichiatrico, sempre più esplosive e discontrollate- continua la neuropsichiatra infantile- tanto da incrociarsi poi con l'assunzione di sostanze o la dipendenza da internet. Queste ultime a volte possono essere cause scatenanti, altre volte tentativi di auto medicazione da parte di ragazzini che già stavano male prima o quando erano più piccoli, e a cui non siamo riusciti a dare risposte sufficienti".

A livello nazionale, quindi, "la situazione è drammatica- precisa la presidente della Sinpia- anche se riusciamo a fare delle diagnosi su questi ragazzi, raramente abbiamo poi le risorse sufficienti per mettere in campo interventi terapeutici efficaci che oggi esistono ma che purtroppo la maggior parte delle famiglie deve andarli a cercare nel privato".

La Sinpia tuttavia non si arrende e promuove un progetto pilota nel Policlinico di Milano per intercettare e intervenire in maniera precoce e intensiva le situazioni di acuzie psichiatrica. "Sono appena terminati i primi tre anni- fa sapere Costantino- e abbiamo ottenuto la proroga del finanziamento regionale per i prossimi tre anni". I destinatari del progetto sono ragazzini con una situazione di acuzie da codice rosso, "quindi ad alto rischio per la propria e l'altrui incolumità”, specifica Costantino. È previsto un "affiancamento intensivo psicologico, neuropsichiatrico ed educativo in ricovero in pediatria, o in psichiatria adulti per i ragazzi più vicini alla maggior età", per poi seguirli "con interventi ambulatoriali intensivi o a casa tutti i giorni, anche nei week end", a seconda delle necessità.

Il progetto ha evidenziato un'ottima efficacia. Al momento i minori seguiti sono pochi, "una trentina l'anno per un totale di novanta complessivi nel triennio", in virtu' del fatto che "si tratta di un intervento intensivo e molto consistente che non permette di seguire un numero elevato di adolescenti". Di questi ragazzi presi in cura, "circa trenta erano a rischio di collocamento in comunità terapeutica e il 50% ad alto rischio suicidario". A conclusione del triennio "a maggioranza stanno tendenzialmente bene- aggiunge la presidente della Sinpia- dei trenta a rischio di collocamento, infatti, tre soltanto sono stati trasferiti in comunità, mentre gli altri sono riusciti ad avere efficaci risposte terapeutiche a casa loro, con la loro famiglia, nel loro contesto di vita, con i loro amici.

Sono interventi relativamente brevi: dai 3 ai 9 mesi, fino al massimo ad un anno", con successivo passaggio a "interventi sub-intensivi in centri diurni o in interventi ambulatoriali più intensivi. Questo, in realtà, è il punto su cui abbiamo difficoltà- conclude Costantino- perché la scarsità delle risorse dei servizi territoriali rende spesso difficile la restituzione a loro della presa in carico del paziente".

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