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Oncologia, in pediatria è cambiata la storia: l'80 per cento dei bambini vive

Intervista a Andrea Pession, professore dell'università di Bologna: "In Oncologia pediatrica quando la mia generazione si laureava solo 10 casi su 100 sopravvivevano". Ora puntare su 100% delle guarigioni, costi ridotti e meno tossicità

23 luglio 2019

ROMA - "Abbiamo cambiato la storia naturale del cancro in età pediatrica, capovolgendo la prognosi, e oggi oltre l'80% dei casi vive". Esordisce così Andrea Pession, professore di Pediatria all'Alma Mater Studiorum - università di Bologna (Unibo), che intervistato dall'agenzia Dire puntualizza: "In Oncologia pediatrica quando la mia generazione si laureava solo 10 casi su 100 sopravvivevano".

Non è tuttavia una battaglia conclusa, il medico infatti incalza: "Non ci si ferma qui, anzitutto tra gli obiettivi c’è il raggiungimento del 100% delle guarigioni- continua Pession- e dobbiamo raggiungerle a un costo inferiore con ricoveri ridotti, terapie meno tossiche, tossicità a breve termine e riduzione degli effetti collaterali dei trattamenti". Come? Attraverso "un approccio multidisciplinare che integri tutte le armi che abbiamo a disposizione: radioterapia, chemioterapia, terapia cellulare e molecolare mirata, immunoterapie o ancora- spiega lo specialista- tutto l'universo della terapia di supporto fino alle cure palliative".

Tra i nuovi orizzonti di sfida, inoltre, ci sono "le molecole mirate, farmaci specifici- aggiunge il professore- che agiscono sui meccanismi alla base della trasformazione di particolari tipi di tumore, vuoi con farmaci o anticorpi clonali che con diversi meccanismi che operano sui momenti della trasformazione di una cellula da normale a patologica e sostengono il sistema immunitario nel combattere la malattia in maniera naturale".

Uno l'interrogativo che rimane aperto: il cancro compare perché la cellula naturale si trasforma o perché il sistema immunitario che dovrebbe esercitare controllo non lo riesce ad esercitare? Secondo Pession è un mix di "entrambe le cose. Bisogna promuovere l'immunocompetenza e supportare il sistema immunitario affinché agisca contro i bersagli specifici delle cellule tumorali. Anche con terapie cellulari atte a sostenere la lotta contro il cancro. Addirittura- continua il medico- si può arrivare a considerare una cellula come un 'cavallo di Troia’ portatrice di geni suicidi".

Sono tanti i trials che vengono effettuati ma "siamo vittime del nostro stesso successo. Perché- aggiunge il professore- quando la guarigione è appannaggio di oltre l'80% dei casi, diventa difficile trovare delle popolazioni di pazienti omogenee a tal punto da essere sottoposte a trattamenti in maniera clinica controllata. Sono molti i farmaci promettenti nei modelli sperimentali, ma devono prima dimostrare la loro sicurezza e successivamente la loro efficacia".

In Oncologia pediatrica i progressi, afferma Pession, "non sono mai fatti sul paziente ma con il paziente e grazie al paziente. E sempre e solo in maniera controllata. Ricordo- conclude- che per avanzare nella scienza bisogna usare molta prudenza perché il risultato raggiunto non venga poi perso".

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