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Al Gaslini di Genova un “codice lilla” per i disturbi alimentari

Un "codice lilla" per pazienti colpiti da patologie legate a disturbi alimentari e potenziamento del relativo ambulatorio che potrà prendere in cura ragazze e ragazzi fino a 18 anni. Sono le principali novità previste dalla legge approvata stamattina dal Consiglio regionale della Liguria

23 luglio 2019

GENOVA - Un "codice lilla" al pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Gaslini di Genova per tutti i pazienti affetti da patologie legate a disturbi alimentari e il potenziamento del relativo ambulatorio che potrà prendere in cura ragazze e ragazzi non più solo fino a 14 anni ma fino a 18. Sono le principali novità previste dalla legge approvata stamattina all'unanimità dal Consiglio regionale della Liguria, su proposta del Movimento 5 Stelle. Tra i punti chiave del provvedimento anche un focus sulla formazione degli operatori del sistema sociosanitario ligure per poter intercettare tempestivamente l'insorgere di questi disturbi nei giovani pazienti.
 
"Questa norma migliorerà il nostro sistema sanitario, assicurando una migliore risposta ai giovani e giovanissimi che soffrono di disturbi del comportamento alimentare e il supporto adeguato alle famiglie, anche grazie alla formazione specifica degli operatori e di tutti coloro che lavorano nei servizi alla genitorialità”, commenta la vicepresidente e assessore alla sanità della Regione Liguria, Sonia Viale. In Liguria sono circa un migliaio le persone, soprattutto giovani under 24, in carico ai servizi delle Asl per patologie legate a disturbi del comportamento alimentare.
 
"È stata una battaglia di civiltà, a fianco di pazienti e famiglie: finalmente, ce l'abbiamo fatta. È stato un percorso che ci ha portato a un grande risultato- commenta la capogruppo del Movimento 5 Stelle e prima firmataria della legge, Alice Salvatore- l'aspetto che più ci stava a cuore era l'introduzione di una disposizione ad hoc per tutelare i piccoli pazienti con un potenziamento della struttura ambulatoriale esistente, con un'equipe specialistica multidisciplinare e promuovendo la formazione per tutti gli operatori sociosanitari in materia di disturbi alimentari. Diffondere la cultura della prevenzione e intercettare subito il problema è essenziale".

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