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Ipertensione, con meno farmaci aderenza terapia all'85%

Gli anziani hanno dato vita per la prima volta a uno studio presentato oggi a Roma al ministero della Salute. Obiettivo dell'indagine: determinare il controllo pressorio e l'aderenza alla terapia nei pazienti anziani ipertesi già in trattamento

18 luglio 2019

ROMA - Gli anziani hanno dato vita per la prima volta a uno studio presentato oggi a Roma al ministero della Salute. Un progetto nato dal basso che ha coinvolto oltre 12mila anziani, monitorati da Senior Italia Federanziani e scelti tra 50 centri sul territorio nazionale, 50 unità per centro su una corte over 65. L'obiettivo dell'indagine era quello di determinare il controllo pressorio e l'aderenza alla terapia nei pazienti anziani ipertesi già in trattamento. Dallo studio è derivata poi una campagna di sensibilizzazione 'Monitoro la mia pressione’ per evidenziare l'importanza del controllo pressorio sugli over 65 per scongiurare i fattori di rischio cardiovascolari.
 
Praticamente ad ogni anziano è stato richiesto di annotare quotidianamente il valore della pressione su un diario specificando inoltre i farmaci assunti. Alla fine è emerso che l'aderenza alla terapia e il controllo della pressione migliorano grazie alla semplificazione. Infatti passando da tre o più compresse al giorno ad una sola l'aderenza sale all'85%.
 
All'indagine di Senior Federanziani hanno partecipato Esh-European society of hypertensiob, Siia-Società italiana dell'ipertensione arteriosa, Fimmg-Federazione italiana medici di medicina generale, Snami sindacato nazionale autonomo medici italiani, Sumai Assoprof.
 
"I dati emersi da questo studio Real Life sono significativi perché evidenziano una bassa percentuale di ipertesi a target nonostante il trattamento cioè con livelli di pressione sistolica inferiore a 130mm Hg. Un problema non da poco se si considera che in Italia soffre di ipertensione un quarto degli adulti e oltre il 70% dei soggetti superiore a 65 anni stando ai dati epidemiologici raccolti dalla medicina generale", ha dichiarato Roberto Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani.
 
"Vagliando i dati è risultato che passando dal caso di chi usa un solo farmaco antipertensivo al caso invece di chi utilizza tre farmaci l'aderenza cala passando dal 68 al 40%. Meno farmaci significa accrescere le chance che il paziente sia aderente alla terapia. Abbattere gli eventi avversi del 25%. Monitorare nel tempo i pazienti inoltre vuol dire avere meno eventi avversi, meno necessità di accessi in ospedale controllando meglio la malattia. già le linee guida europee pongono l'accento sul ruolo cruciale dell'aderenza" ha detto invece Enrico Agabiti Rosei, past president ESH-European society of hypertension.
 
Ha aggiunto il sottosegretario di Stato alla Salute, Luca Coletto: "Le Regioni che hanno in mano la programmazione devono tenere conto di questi dati emersi da questo studio e sapere quali sono le patologie croniche. L'ipertensione può essere facilmente curabile se c’è aderenza terapeutica e se associata ad una attività fisica moderata che aiuta il movimento e la socializzazione. Se ciò avviene è possibile Investire meglio le risorse del Ssn nella ricerca e in altre patologie aggressive. L'ambito della cronicità assorbe più risorse che possono essere contrastate con le abitudini alimentari e migliori stili di vita. Nel patto della Salute stiamo lavorando sulla medicina del territorio con una visione mirata sulle aspettative di vita. Solo in questo modo riusciamo a sostenere necessità e Ssn, che garantisce tutto a tutti e che non è così male".
 
"Un connubio tra associazioni, industria e politica insieme per monitorare adeguatamente il paziente. Se il paziente non viene seguito tornerà dal medico o si rivolgerà al Pronto Soccorso. Se invece monitoriamo il paziente nella terapia e miglioriamo gli stili di vita, riusciremo ad avere un risparmio della spesa sanitaria. Questo studio mostra intelligenza, e spero studi del genere vengano presi a modello anche perché una coorte di pazienti così ampia non è semplice trovarla" ha commentato nel suo intervento Pierpaolo Sileri, presidente della commissione Igiene e sanità al Senato della Repubblica.
 
"I dati aprono molte riflessioni sull'argomento ipertensione- ha aggiunto Antonio Magi, segretario generale Sumai Assoprof- In questi anni di spending review con il conseguente blocco del turnover si riscontra una difficoltà reale per chi ha problemi di interfacciarsi con lo specialista. Il mmg può prendere ancora in carico il soggetto iperteso in fase iniziale. Sicuramente la scarsa aderenza complica il quadro di salute del soggetto, soprattutto se correlato alla crescente età della popolazione e maggiore assunzione di farmaci da assumere. Bisogna attuare davvero la presa in carico del paziente con una equipe interdisciplinare, ma questo oggi è scritto solo sulla carta del Piano nazionale criticità ma non è applicata. Inoltre, il paziente deve essere istruito sulla terapia assunta ma anche sulla patologia da cui è affetto e i rischi correlati. Credo che tutti gli stakeholder, insieme al paziente, debbano lavorare al miglioramento delle cure e agevolare anche quella fascia di pazienti che ha difficoltà a spostarsi. Questo gap può essere colmato potenziando ad esempio la medicina a distanza".

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