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Meningite, Omceo Roma: adolescenti a rischio, assicurare vaccinazione

L'Ordine dei Medici di Roma e provincia "invita la Regione Lazio a proteggere contro le meningiti nel miglior modo possibile sia i nuovi nati che gli adolescenti, rendendo sistematica su tutto il territorio e in ogni Azienda sanitaria...

14 giugno 2019

ROMA - L'Ordine dei Medici di Roma e provincia "invita la Regione Lazio a proteggere contro le meningiti nel miglior modo possibile sia i nuovi nati che gli adolescenti, rendendo sistematica su tutto il territorio e in ogni Azienda sanitaria la vaccinazione attiva e gratuita dei bambini e degli adolescenti a partire dai 12 anni contro le meningiti da menigococco. Nello stesso tempo occorre continuare a proteggere i nuovi nati contro lo pneumococco con la piu' ampia copertura vaccinale sierotipica possibile perche' e' proprio in queste due fasce di eta' che si registrano i tassi di incidenza piu' elevati". Cosi' l'Omceo Roma in una nota.

"E' questa la sintesi di un documento prodotto dalla Commissione sulle vaccinazioni istituita nei mesi scorsi dall'Ordine- spiega- in cui peraltro si sottolinea l'importanza di proseguire la copertura con il vaccino antipneumococcicoPcv13 che attualmente e' quello a piu' alta copertura sierotipica possibile ed utilizzato con successo nella nostra regione. L'esperienza del Belgio dove l'adozione del vaccino meno potente, il Pcv10, ha prodotto l'aumento di oltre10 volte dei casi di infezione vaccino prevenibile, sta li' a dimostrare che non e' proprio il caso di abbassare la guardia. 'Considerando la potenziale letalita' associabile in particolare al sierotipo 19A da pneumococco - recita il documento- risulta fondamentale oggi proteggere i nuovi naticon la massima protezione oggi disponibile'".

Altresi' l'Ordine dei medici di Roma "accoglie positivamente le indicazioni della Regione Lazio che ha ben codificato anche il recupero sierotipico per i bambini coperti dal vecchio vaccino a minor valenza e invita la stessa a continuare ad offrire il Pcv13. In merito al meningococco la popolazione adolescente e' piu' a rischio contagioa causa di comportamenti sociali caratteristici di questa fascia d'eta'. Va inoltre rilevato che l'elevato tasso di letalita' (16%) e' legato anche al fatto che si tende a sottovalutare la prima sintomatologia per cui l'ospedalizzazione e l'impostazione della terapia antibiotica sono interventi piu' tardivi rispetto ai bambini. In almeno il 20% dei sopravvissuti la malattia meningococcica comporta delle sequele permanenti, quali alterazioni neurologiche, perdita dell'udito, amputazione degli arti; gli adolescenti sembrerebbero avere sequele anche piu' gravi con un peggioramento piu' marcato della qualita' di vita, soprattutto nei giovani adolescenti, un grado maggiore di deficit cognitivo. I dati evidenziano che l'epidemiologia del meningococco ha un andamento altamente dinamico e variabile: la prevalenza dei sierogruppi varia rapidamente nel tempo. A conferma di cio' l'ultimo rapporto dell'Iss sulla sorveglianza delle malattie batteriche in Italia mostra come i casi di Imd ascrivibili al meningococcoB nella fascia adolescenziale siano raddoppiati dal 2015 al 2017. Va riconosciuto anche l'impegno regionale nell'offerta attinente la vaccinazione antimeningococcica quadrivalente ACYW garantendo la piu' ampia protezione possibile anche dei nuovi nati".

Alla luce quindi di quanto segnalato, "i dati sulla mortalita' e la morbilita' tra gli adolescenti, le possibili conseguenze delle sequele della malattia, i dati di incidenza confermano in conclusione- chiude il documento dell'Ordine- il razionale sociale ed economico per la vaccinazione antimeningococcoB che coerentemente dovrebbe essere offerta attivamente e gratuitamente in concomitanza con quella antimeningococcica ACYW nella coorte dei dodicenni".

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