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Salute mentale e housing, si conclude a Roma il progetto "Hero"

Il progetto europeo, coordinato dalla Asl Roma 2, ha coinvolto diverse persone con disturbo psichico. Centrale il ruolo delle realtà terapeutiche e sociali del territorio. Il 14 e il 15 giugno il convegno conclusivo in contemporanea con la Conferenza nazionale per la salute mentale

11 giugno 2019

ROMA – Un percorso di integrazione per diverse persone con gravi disturbi psichici nel quartiere San Basilio di Roma. Si è appena concluso il progetto triennale “Hero” del programma Erasmus+/2016, promosso e coordinato in Europa dal Dipartimento di salute mentale dell’Asl Roma 2, il più grande Dsm metropolitano d’Italia con un bacino di utenza di oltre 1 milione e 300 mila abitanti. Hero – che sta per (Housing: an educational European ROad to civil rights) – si è sviluppato appunto nel quartiere periferico di San Basilio, all’interno di una rete di luoghi per la salute mentale, dalla comunità terapeutica di Piazza Urbania agli appartamenti assistiti, insieme anche a realtà sociali del territorio come la biblioteca e la parrocchia.
 
“Hero è nato per studiare ciò che rende un luogo ‘terapeutico’ per le persone con problemi di salute mentale, ma anche per i loro familiari, gli operatori, i cittadini – ha affermato Flori Degrassi, direttore generale della Asl Roma 2 –. Partendo dalla considerazione che per luogo non si può intendere solo la casa, ma un sistema di strutture, relazioni e diritti”. Dopo circa un anno di lavoro, è stato pubblicato in cinque lingue l’e-bookHousing e salute mentale”: indicatori di qualità a uso delle comunità locali, che ha la finalità di individuare sistemi di misurazione che possano porsi come linee guida europee per future iniziative nel percorso di recovery nella salute mentale. E oggi, dopo tre anni, a conclusione del progetto, è online il prodotto finale del “Curriculum”, un vademecum europeo di 212 pagine con materiali didattici per la formazione e l’apprendimento finalizzati ad aumentare le conoscenze e le competenze in tema di abitare nella salute mentale.
 
“Housing – hanno affermato Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Asl Roma 2 e Josè Mannu, responsabile della Comunità Urbania – non significa solo casa ma soprattutto rapporto con l’ambiente. Con la consapevolezza che guarigione vuole dire anche partecipazione al sistema di relazioni nel contesto sociale. Come ci ha insegnato Franco Basaglia, la cittadinanza è terapeutica”. Oltre alla Asl Roma 2, alla realizzazione del progetto hanno partecipato la Fondazione internazionale don Luigi Di Liegro, l’University psychiatric hospital di Zagabria (Croazia), l’Associazione Pegode di Anversa (Belgio), l’Associazione Merseyside Expanding Horizons di Liverpool (Gran Bretagna) e l’Associazione Pepsaee di Atene (Grecia).
 
Il 14 e 15 giugno presso l’Ospedale Sant’Eugenio di Roma si terrà il convegno internazionale conclusivo di Hero in contemporanea con la Conferenza nazionale per la salute mentalein programma all’Università Sapienza di Roma. I due eventi, in stretto collegamento tra loro, vedranno la presenza degli stessi relatori su l’argomento dell’housing, considerato oggi uno dei temi centrali per la tutela della salute mentale. (ap)

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