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Sanità, Cri: allarme dall'osservatorio su aggressioni a operatori

"Un compleanno celebrato in maniera speciale, quello della Croce Rossa Italiana, accendendo i riflettori su una realtà ancora nell'ombra in Italia.

15 giugno 2019

ROMA - "Un compleanno celebrato in maniera speciale, quello della Croce Rossa Italiana, accendendo i riflettori su una realta' ancora nell'ombra in Italia. Abbiamo deciso di raccontare proprio oggi, infatti, i progressi di 'Non sono un bersaglio', la campagna contro le violenze agli operatori sanitari e diffondere la prima fotografia del fenomeno. I dati del primo semestre dell'Osservatorio, istituito nel dicembre 2018 con l'intento di censire i rischi legati al volontariato durante le attivita', evidenziano infatti il contesto pericoloso nel quale sono costretti a operare, ogni giorno, i nostri soccorritori. Inoltre, lanciamo anche un video con le reali testimonianze dei nostri 'soccorritori sotto attacco'. Perche' questo e' un appello di civilta' e, come tale, dobbiamo farci promotori di una nuova cultura del rispetto e di una sempre maggiore consapevolezza da parte della cittadinanza. Ma, soprattutto, e' un work in progress che vuole giungere all'elaborazione di proposte concrete per mitigare, se non neutralizzare, il grave fenomeno delle aggressioni". Lo spiega Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale delle Societa' di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC).

Ecco i dati quanto emerge dal primo semestre di raccolta dati dell'Osservatorio, un form anonimo mediante il quale tutti i volontari Cri possono denunciare casi di aggressioni, fisiche e/o verbali all'Associazione: quasi meta' delle aggressioni sono fisiche (42% delle denunce pervenute) e non limitate all'insulto o all'invettiva; quasi meta' delle aggressioni avviene in strada (47% delle denunce pervenute); piu' di un'aggressione su tre (35% delle denunce pervenute) e' stata compiuta da persone non direttamente coinvolte nel soccorso (no utente, no parente o amico dell'assistito), piu' di una su quattro e' ad opera del "branco" (28% delle denunce pervenute).

"Dal 2017- sottolinea Rosario Valastro, Vicepresidente Nazionale della Croce Rossa Italiana- Croce Rossa italiana aderisce alla campagna internazionale #NotATarget, nell'ambito della piu' ampia iniziativa "Health Care in Danger", lanciata dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) a seguito dell'uccisione di alcuni volontari in Afghanistan, in Nigeria e in Siria. Finora questo tipo di violenze e' stato associato a scenari 'lontani', a Paesi coinvolti da conflitti bellici o di altro tipo. Ecco perche' abbiamo ritenuto sostanziale denunciare, attraverso 'Non sono un bersaglio', una realta' semisconosciuta o spesso sottovalutata ma che ci coinvolge 'da vicino' e che riguarda non solo i volontari CRI, ma tutti gli operatori e/o strutture sanitarie in Italia".


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