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Cipe Lazio: la regione istituisca un tavolo per la pediatria di base

La confederazione chiede un tavolo per la formazione dei pediatri di libera scelta del Lazio a cui possano partecipare tutte le sigle sindacali, le società scientifiche pediatriche ed esperti di alto profilo della regione

6 maggio 2019

ROMA - "La Regione istituisca un tavolo per la formazione dei pediatri di libera scelta del Lazio a cui possano partecipare tutte le sigle sindacali, le società scientifiche pediatriche ed esperti di alto profilo della regione affinché, con garanzia di indipendenza e trasparenza, abbiano facoltà di esprimere il proprio parere vincolante su qualsiasi iniziativa formativa, di ricerca e scientifica in ambito della pediatria territoriale". Lo comunicano, in una nota, i medici di Cipe - Confederazione pediatri del Lazio. "Siamo venuti a conoscenza della determinazione regionale G02792 del 12/3/2019 Proposta n. 3862 del 08/03/2019 della Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria area Farmaci e dispositivi, in cui, preso atto del parere favorevole dell'AIFA, si enuncia l'approvazione dello schema di convenzione tra la Regione Lazio e la società Italiana di Pediatria sezione Lazio, concernente il finanziamento del progetto denominato 'Sorveglianza attiva sul corretto uso degli antibiotici in età pediatrica, in particolare nella fascia di età compresa tra 0 e 4 annì”, dicono i pediatri.
 
"Per la determinazione citata, riportante la convenzione per un importo di 105 mila euro, è stato dato parere negativo alla pubblicazione sul BUR. Inoltre, nella prima pagina del testo, sembrerebbe che la convenzione sia stata stipulata con la SIP (Società Italiana di Pediatria) mentre nelle pagine interne la società cambia in SIMPe (Società Italiana Medici Pediatri), associazione che non ha nulla a che vedere con la società Italiana di Pediatria" continuano i medici. "Nel programma è prevista la partecipazione di 40-50 pediatri arruolati sulla base del solo possesso di due software. Il progetto, poi, sembrerebbe avere le stesse caratteristiche, salvo qualche variazione del tutto ininfluente, di uno analogo già realizzato nel Molise- proseguono- Inoltre, è annunciato che la SIMPe avrà la possibilità di assegnare una borsa di studio di 20.000 euro, ma nulla viene specificato sulle caratteristiche e modalità di assegnamento della stessa. Sempre nello stesso programma è previsto un altro organismo, lo "Steering Monitoring Group" (SMG), costituito da 4-5 esperti di cui 2-3 pediatri, un epidemiologo e uno specialista di malattie infettive: neppure qui non si esplicitano i criteri e le modalità di selezione di questi esperti.
 
Infine, nel dispositivo del progetto, è contemplata anche una consulenza "scientific supervisor", alla cifra di 40 mila euro biennale, senza nessuna specifica sui criteri e le modalità si selezione di questo supervisore, nonché consulenze legali e amministrative per 7 mila euro".
 
"La vicenda ha contorni- concludono i pediatri- a dir poco, nebulosi in quanto non si comprende su quali basi il progetto abbia ottenuto il parere favorevole dell'AIFA e, soprattutto, come la Regione Lazio abbia potuto proporre la convenzione e selezionare tale iniziativa, dal discutibile valore scientifico. Come Cipe Lazio cogliamo l'occasione per rendere noto a tutti i pediatri di famiglia che questo tipo di investimento dei soldi pubblici andrebbe garantito con altre modalità e procedure. A tal proposito, riproponiamo con forza quanto già in passato presentato dal dottor Antonio Palma in un Comitato regionale per la Pediatria e proposto anche dall'Associazione culturale Pediatri Lazio, ovvero la costituzione di un Tavolo regionale per la formazione per i pediatri di libera scelta del Lazio concludono i pediatri".

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