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Vaccini contro la polmonite, "procedura umanitaria" per i bambini rifugiati

"Passo storico". E' stata utilizzata da Medici senza frontiere nelle isole greche, per la prima volta in un paese ad alto reddito: circa 9 dollari a bambino, per uso umanitario, da parte di organizzazioni e agenzie delle Nazioni Unite. La polmonite è la malattia con il più alto tasso di mortalità al mondo sotto i 5 anni

15 aprile 2019

ROMA – Medici Senza Frontiere ha vaccinato i bambini rifugiati nelle isole greche utilizzando la “procedura umanitaria”, meccanismo che consente alle organizzazioni di avere il vaccino contro la polmonite, la malattia col più alto tasso di mortalità infantile al mondo, a un prezzo ridotto. È la prima volta che in un paese ad alto reddito viene utilizzata tale procedura, che offre il vaccino a un prezzo speciale di circa 9 dollari a bambino (per le tre dosi necessarie a un’immunizzazione completa) per uso umanitario da parte di organizzazioni della società civile e agenzie delle Nazioni Unite. La polmonite resta la malattia con il più alto tasso di mortalità al mondo per bambini con meno di cinque anni e i bambini che vivono in condizioni precarie, come i campi rifugiati, sono particolarmente a rischio. Le case farmaceutiche Pfizer e Gsk sono gli unici produttori del vaccino contro la polmonite, che attualmente è il prodotto più costoso nel pacchetto di vaccinazione di base per l’infanzia. Negli Usa, che si sono opposti alla negoziazione del prezzo con le case farmaceutiche, il prezzo del vaccino arriva fino a 540 dollari a bambino. La Francia, altro paese ad alto reddito, paga 189 dollari per lo stesso vaccino. Paesi più piccoli con meno potere di negoziazione sono spesso in una situazione intermedia, come il Libano che paga circa 243 dollari. Il prezzo nelle farmacie greche è di 168 dollari a bambino.
 
 “L’alto prezzo del vaccino contro la polmonite - sottolinea Apostolos Veizis, responsabile del supporto medico Msf ad Atene- ha impedito ai bambini di essere protetti da questa malattia letale, quando sarebbe facilmente prevenibile con un vaccino”. “È un passo storico- prosegue- essere riusciti a vaccinare i bambini rifugiati in un paese ad alto reddito a un prezzo così ridotto, ma abbiamo bisogno che più vaccini vengano inclusi in questa procedura e che anche i governi che ospitano bambini in situazioni di crisi possano accedere a questi prezzi. Tutti i bambini nel mondo dovrebbero poter ricevere questo vaccino a un prezzo accessibile”.
 
Prima che fosse istituita la procedura umanitaria, l’unico modo per avere il vaccino a un prezzo ridotto era attraverso il Gavi, l’Alleanza globale per i vaccini, un’organizzazione pubblico-privata che aiuta i paesi a basso reddito ad accedere all’uso di nuovi vaccini.  Questo ha però lasciato i bambini in molti paesi, inclusi quelli nei campi rifugiati in tutto il mondo, senza accesso al vaccino e le organizzazioni come Msf senza possibilità di acquistarli a questo prezzo speciale per proteggere i bambini che ne avevano bisogno. Finora la procedura umanitaria è stata usata da organizzazioni in diversi paesi a basso reddito e Msf lo ha adottato per vaccinare bambini in Repubblica Centrafricana, Niger, Nigeria, Sud Sudan e Siria. Ma al momento il programma è limitato a un solo vaccino e deve essere esteso ad altri per l’utilizzo in emergenze umanitarie che non sono coperte da altri meccanismi simili.  “I bambini bloccati nelle emergenze sono tra i più vulnerabili al mondo, ma non ricevono ancora alcuna protezione di routine contro malattie potenzialmente mortali” dice Suzanne Scheele, esperta di vaccini nell’ambito della campagna per l’accesso ai farmaci di Msf. “La procedura umanitaria è stata molto utile per raggiungere bambini che non avevano ricevuto alcuna protezione da malattie prevenibili e mortali come la polmonite. Chiediamo che le case farmaceutiche consentano ai governi e a chi fornisce itrattamenti, come Msf, l’acquisto di vaccini a prezzi accessibili per proteggere bambini estremamente vulnerabili che hanno urgente bisogno di essere vaccinati”.
 
Se la procedura umanitaria è stata utile per proteggere i bambini in aree di crisi, gli altri paesi continuano ad avere difficoltà ad accedere al vaccino a un prezzo più basso. Circa un terzo dei paesi a livello globale non sono riusciti ad includere il vaccino contro la polmonite nel loro pacchetto standard di vaccinazioni a causa del prezzo esorbitante imposto da Pfizer e Gsk.  “La procedura umanitaria è una soluzione provvisoria sviluppata essenzialmente perché i prezzi del vaccino contro la polmonite sono troppo alti” aggiunge Silvia Mancini, epidemiologa di Medici Senza Frontiere “Quello che farebbe davvero la differenza sarebbe avere nuovi produttori disposti a lanciare sul mercato vaccini contro la polmonite a prezzi accessibili, in modo che la vita dei bambini non sia più a rischio per biechi interessi economici. Non possiamo più vivere in un mondo dove i vaccini che proteggono la vita dei bambini sono un lusso per pochi.”  A settembre 2018, la procedura umanitaria ha facilitato l'accesso a 613.000 dosi di vaccino contro la polmonite per le persone in contesti di emergenza, di cui 360.000 sono state usate da Msf in 12 interventi di vaccinazione in Repubblica Centrafricana, Nigeria, Niger, Sud Sudan e Siria. Msf ha recentemente fornito 4.800 dosi per la vaccinazione in Grecia.

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