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Trapianti, anche a Napoli si celebra la "giornata mondiale del rene"

In occasione della giornata mondiale che si celebra ogni anno il 14 marzo, torna la manifestazione "Sopravvivere non basta" proposta e organizzata dall'Istituto italiano per gli studi filosofici e dall'Università Luigi Vanvitelli. Lo scopo è sensibilizzare sull'importanza della donazione

14 marzo 2019

NAPOLI - Nel 2018 la Campania ha visto aumentare le opposizioni alla donazione degli organi, addirittura sino a toccare la soglia record del 41,5% di 'no’ all'espianto per la donazione. Anche per cercare di invertire questa tendenza, in occasione della giornata mondiale del rene, che si celebra ogni anno il 14 marzo, torna la manifestazione "Sopravvivere non basta" proposta e organizzata dall'Istituto italiano per gli studi filosofici e dall'Università Luigi Vanvitelli. La giornata, che quest'anno compie 13 anni, viene riproposta ad ogni edizione con lo stesso format ma in diverse città, per promuovere la qualità della vita e la protezione delle fragilità dei pazienti con insufficienza renale cronica.
 
Quest'anno verrà affrontato un tema particolarmente delicato, ovvero il parere del Comitato Nazionale di Bioetica sulla possibilità che le famiglie donatrici si incontrino con coloro che hanno ricevuto gli organi dei loro congiunti. possibilità che è stata sostenuta negli anni dai filosofi Aldo Masullo e Remo Bodei e dal presidente emerito della Corte Costituzionale Francesco Paolo Casavola, il quale ha anche proposto di modificare la legge sul fine vita consentendo di esprimere una decisione sul destino dei propri organi dopo la morte.
 
Oltre al dibattito che prenderà vita domani all'Istituto italiano per gli studi filosofici, in via Monte di Dio dalle 9.45 alle 13, il tema verrà trattato anche al Liceo salesiano e all'Arciconfraternita dei Pellegrini. E a Caserta al liceo Manzoni e all'Isiss Novelli di Marcianise. A portare la propria testimonianza ci saranno speaker d'eccezione. In primis il giornalista Americano (Reginald Green) a cui uccisero il figlio sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria e i cui organi salvarono 7 persone. Marco Galbiati, industriale lombardo e padre di Riccardo, giovane morto sciando i cui organi hanno salvato 4 persone.
 
"La situazione in Campania è molto complessa, anzi paradossale", spiega Maria Triassi, direttore del dipartimento di Farmacoutilizzazione alla Federico II. "Abbiamo ottime strutture e grandi professionisti, ma c’è molto da lavorare sul counseling familiare, far comprendere alla gente l'importanza della donazione. È essenziale trasmettere il messaggio in maniera capillare, anche nelle scuole, per poter invertire una tendenza all'opposizione che priva di speranza moltissimi pazienti in attesa di trapianto".
 
Lo scopo è convincere a donare, perché "senza donazioni i trapianti non si fanno anche se hai i più bravi nefrologi i migliori immunologi ed i chirurgi più affermati. Chi aspetta un organo dovrebbe poterlo avere. Dare un organo per testamento quando sta morendo è un atto doveroso, comunitario, un atto che ci fa parte della comunità in cui viviamo".
 
"È fondamentale sensibilizzare l'opinione pubblica in una Regione che ha grandissima generosità, ma che sul tema dei trapianti non riesce a dare quanto sarebbe necessario", spiega Luigi Santini, professore di chirurgia all'Università Luigi Vanvitelli. "In questa opera di sensibilizzazione bisognerebbe che ciascuno facesse la propria parte, cosa che non sempre avviene. Qui in Campania le professionalità non mancano, ma l'organizzazione della rete deve essere più incisiva. è importante organizzare la risposta alla domanda di salute che proviene dal territorio".
 
Per veicolare al meglio il messaggio di solidarietà e cercare di migliorare lo score delle donazioni in Campania nel programma della kermesse ci sono le scuole e ai ragazzi vengono presentate storie di generosità. "Le storie - dice la psicologa e psicoterapeuta Rosamaria De Santo - hanno una grande valenza e si rivolgono alla parte migliore di noi. Ci sollecitano a fare la nostra parte a dare il meglio di noi a confrontarci con la generosità degli altri. Ricordo che A.W. Frank in The Renewal of Generosity ha scritto "La generosità si apprende attraverso le storie che descrivono persone che agiscono in modo generoso, e le storie restano centrali su come la generosità è messa in atto. In certi casi la generosità consiste nell'ascoltare le storie degli altri. In altri casi nell'essere un testimone delle loro storie, in altri ancora nell'agire, nel diventare un personaggio nelle loro storie in modo tale da dar loro buone storie da narrare". Ha un valore simbolico i fatto che la legge sul consenso presunto agli espianti di organi sui trapianti del Regno Unito sarà identificata come legge di Max e Keira, a ricordare che il giovanissimo Max fu riportato a vita dall'impianto nel suo petto del cuore di Keira".
 
All'evento prenderanno parte tra gli altri: Carlo Petrini (bioeticista dell'Istituto superiore di sanità) Franco Citterio (chirurgo dei trapianti del Gemelli di Roma), Aldo Masullo (filosofo), Francesco Paolo Casavola (costituzionalista), Marianna Gensabella (bioeticista), Ortensio Zecchino (presidente Biogem), Giovambattista Capasso (ordinario di Nefrologia all'Università Vanvitelli)Rosa Maria Pollastro, Ricercatore Cattedra di Nefrologia, università Luigi Vanvitelli, Napoli Performance degli studenti dell'Isiss G. B. Novelli di Marcianise, Emma Marchitto, Istituto (Ipia-Ipsar) GB Novelli, Marcianise.
 
E ancora: Massimiliano Marotta, Alessandra Perna, Luigi Vernaglione, Natale G. De Santo, don Tonino Palmese (presidente di Polis), Vincenzo Galgano (già Procuratore della Repubblica e Primicerio all'Arciconfraternita dei Pellegrini), il consigliere nazionale dell'Aido Guglielmo Venditti che anni addietro diede l'assenso perché gli organi di suo fratello Liberato fossero prelevati a scopo di trapianto e i professori Paride Rose e Luigi Santini.

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