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Salute: di fronte alla malattia grave della partner, gli uomini rafforzano la loro presenza

Ricerca Doxa, per conto delle associazioni Salute Donna e Salute Uomo. Mariti e compagni sono presenti nei momenti cruciali della terapia, aiutano a sopportare le conseguenze della chemioterapia, cercano di ridurre l'ansia e sbrigano faccende pratiche. Annamaria Mancuso: “Nella dura battaglia contro il cancro femminile vince ancora la famiglia”

14 febbraio 2019

MILANO - Di fronte alla malattia grave della partner, gli uomini non scappano. Ma anzi sono presenti nei momenti cruciali della terapia, l'aiutano a sopportare le conseguenze della chemioterapia, cercano di ridurre l'ansia e sbrigano faccende pratiche come la prenotazione di visite e esami diagnostici. È quanto emerge da una ricerca realizzata da Doxa, per conto delle associazioni Salute Donna e Salute Uomo, nate per promuovere la prevenzione e la lotta ai tumori. Doxa ha intervistato 422 pazienti oncologiche di 11 ospedali in diverse regioni. Dalle loro risposte emerge che nel 64,7% dei casi il caregiver maschile (partner, figlio, padre o amico) era presente al momento della prima diagnosi. La percentuale sale al giorno del primo intervento operatorio: il 92,6% delle donne ha risposto che il caregiver maschile era presente. La vicinanza dei caregiver maschili è alta lungo tutto il percorso di cura. Il 65,5% è presente agli esami diagnostici, il 67,3% alle visite di controllo, il 58,2% alle sedute di radioterapia, il 71,5% durante la chemioterapia o altre terapie specifiche.
La ricerca ha indagato anche le situazioni in cui il partner è stato più vicino o in cui la donna lo ha sentito più vicino. Quasi il 90% delle donne sostiene che ha sentito vicino il caregiver nell'affrontare "l'attesa e l'incertezza", così come "l'accettare e sopportare gli effetti collaterali delle terapie", dare un senso a quello che si sta vivendo e calmare le ansie. L' 82% delle donne ha sentito la presenza del caregiver maschile nell'aiuto a procurarsi i medicinali, o nell'affrontare problemi di lavoro e questioni burocratiche.
 
"Nella dura battaglia contro il cancro femminile vince ancora, almeno nel nostro Paese, la famiglia - sottolinea Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus -. Certamente l'indagine evidenzia come una piccola percentuale di donne non siano seguite dal caregiver maschile, ma le stesse donne spiegano che preferiscono non coinvolgere il partner perché non è in grado psicologicamente di assisterle". La ricerca è stata patrocinata dalla Fondazione Aiom e da Cipomo. (Dp)

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