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Azzardo, nell'Appennino bolognese apre uno sportello contro l’azzardopatia

Uno sportello per prevenire e affrontare la dipendenza da gioco d'azzardo. Si chiama "Vite in gioco" e apre a Vado, frazione di Monzuno, in provincia di Bologna

9 gennaio 2019

BOLOGNA - Uno sportello per prevenire e affrontare la dipendenza dal gioco d'azzardo. Si chiama "Vite in gioco" e apre a Vado, frazione di Monzuno, in provincia di Bologna. Un ufficio negli spazi della delegazione comunale, in collaborazione con l'Ausl, rivolto a chi soffre di ludopatia ma anche ai parenti, amici e conoscenti del malato per "orientarli sui servizi disponibili sul territorio, come possibili strumenti di sostegno economico e sportelli sociali che, quando necessario, possono indirizzare anche a controlli sanitari più specifici per la cura delle dipendenze", scrive in una nota l'Unione dei Comuni dell'Appennino, di cui Monzuno fa parte. Lo sportello sarà aperto i primi tre martedì del mese fino a luglio e sarà co-gestito dalla cooperativa sociale Dai Crocicchi, che si occupa di integrazione, housing sociale, minori, anziani e dipendenze, e l'Unione donne in Italia (Udi), impegnata nel perseguire l'emancipazione femminile e la parità di genere. Il primo martedì, dalle 15 alle 18, con l'avvocato Camilla Zamparini di Udi, si parla del sovraindebitamento da parte delle famiglie dei giocatori e il rischio che finiscano preda dell'usura. Invece, gli altri due appuntamenti, dalle 10 alle 13, avranno un taglio più psicologico ed educativo, con l'obiettivo di stabilire un percorso di ascolto per giocatori e loro familiari che porti anche alla realizzazione di un gruppo guidato da un educatore e uno psicologo.
 
"Il tema delle ludopatie è estremamente serio e attuale perché comporta delle vere dipendenze patologiche che hanno ripercussioni su chi e' colpito e sui suoi familiari", commenta Marco Mastacchi, presidente del distretto Socio sanitario dell'Appennino bolognese. Non c'e' "nulla di cui vergognarsi, con il sostegno della comunità si può uscire da queste dipendenze prima che sia troppo tardi", aggiunge Mastacchi. Il progetto e' parte di un più ampio piano di azioni di contrasto al gioco d'azzardo patologico, messo in campo dal distretto Socio sanitario e Ausl, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Infatti, con un investimento di 45.000 euro, più avanti sono previsti anche laboratori per le scuole, sensibilizzazione degli esercenti dei locali e spettacoli cinematografici e teatrali sul tema.

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