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Record di obesi in Campania: quasi un bambino su due in sovrappeso

I ragazzi campani obesi o in sovrappeso sono il 44,1% (dato 2016), percentuale più alta registrata in tutte le Regioni d'Italia. È il quadro che emerge da un report sulla malnutrizione infantile in Italia e nel mondo diffuso da Helpcode in occasione del lancio della campagna 'C'era una volta la cena’

11 ottobre 2018

NAPOLI - Quasi la metà dei bambini della Campania ha problemi di peso. L'obesità infantile interessa il 17,9% dei ragazzi di età 8-9 anni mentre i bimbi sovrappeso sono il 26,2% del totale. È il quadro che emerge da un report sulla malnutrizione infantile in Italia e nel mondo diffuso da Helpcode in occasione del lancio della campagna 'C'era una volta la cena’, realizzata in collaborazione con l'ospedale Gaslini di Genova. I ragazzi campani obesi o in sovrappeso sono il 44,1% (dato 2016), percentuale più alta registrata in tutte le Regioni d'Italia. Il trend della Campania si registra in maniera simile in tutte le aree del Mezzogiorno, dove la percentuale di bambini obesi è del 12,6% in Puglia, del 12,9% in Sicilia, 13,2% in Basilicata, 15,6% in Molise e del 16,4% in Calabria. In generale, in tutte le regioni del Sud la percentuale di ragazzi di 8-9 anni obesi o in sovrappeso è superiore al 35%. Un dato allarmante se si considera che al Nord la percentuale scende al di sotto del 25% mentre al Centro è compresa tra il 25 e il 35%.
 
Secondo il report di Helpcode, in Italia la percentuale di bambini obesi è pari al 9,3%, dato che sale al 21,3% se si considerano i ragazzini in sovrappeso. L'organizzazione stima che l'Italia sia "uno dei Paesi europei più affetti da sovrappeso e obesità infantile", nonostante un lieve calo nelle rilevazioni rispetto agli anni precedenti. All'origine del problema, una diffusione troppo ampia di "abitudini alimentari poco salutari" e "elevati valori di inattività fisica o comportamenti sedentari tra i bambini". A questo si affianca il comportamento dei genitori che spesso "tendono a sottostimare l'importanza delle abitudini alimentari dei propri figli": in Italia l'8% dei bambini salta la prima colazione e il 33% fa una colazione inadeguata. Il 53% dei bambini italiani "fa una merenda troppo abbondante" e a tavola il 20% dei genitori dichiara "che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura", mentre durante la giornata il 36% consuma quotidianamente bevande zuccherate o gassate. Fenomeni che hanno un'incidenza diffusa al Sud.
 
Helpcode stima che in Italia, esattamente come nei Paesi a basso reddito, le cause della malnutrizione infantile non siano da cercare solo nella mancanza di risorse economiche, ma anche e soprattutto "nella diffusa carenza di una cultura dell'alimentazione, spesso aggravata dalla comunicazione ingannevole diffusa dal marketing delle industrie alimentari". Eppure il binomio povertà economica=povertà alimentare sembra ancora incidere in maniera preponderante sulla diffusione dell'obesità infantile al Sud. Nel 2015 erano oltre 5 milioni gli italiani che vivevano in condizioni di indigenza tale da non potersi alimentare in modo adeguato, 1,3 milioni dei quali erano bambini.
 
Alla base dell'emergenza alimentare denunciata da Helpcode ci sono, cioè, spesso motivazioni economiche: molte famiglie, per contenere la spesa alimentare nell'ambito del proprio bilancio mensile, "rinunciano a comprare alimenti di qualità a favore di cibo a basso costo e spesso qualitativamente scadente". Le cattive abitudini alimentari indotte nei bambini "cominciano ancor prima della nascita e si intensificano durante l'infanzia e l'adolescenza, in misura inversamente proporzionale al livello di istruzione dei genitori". Per questo, rispetto alla diffusione dell'obesità, pesa l'incidenza della povertà assoluta nel Mezzogiorno, che si attesta al 10,3%.

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