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Giornata salute mentale, Giulia Grillo: “Più attenzione ai percorsi di prevenzione e cura a partire dall’adolescenza”

“La salute mentale è già un capitolo importante del nostro sistema sanitario, ma bisogna fare di più perché, come ci segnala l’Oms, sarà la vera emergenza del futuro e non possiamo lasciare il peso di questa responsabilità solamente ai servizi psichiatrici e ai loro operatori”

11 ottobre 2018

ROMA - “Nella Giornata mondiale dedicata alla salute mentale ho voluto visitare un luogo fortemente simbolico, l’ex manicomio di Santa Maria delle Pietà di Roma, da qualche anno trasformato in un bellissimo museo-laboratorio e, dunque, emblema del superamento del sistema manicomiale. E ringrazio l’Asl 1 di Roma per il grande lavoro di recupero che sta portando avanti”. Lo scrive in una nota il ministro della Salute Giulia Grillo. “Oggi – prosegue il ministro - è anche l’occasione per ricordare i 40 anni della legge Basaglia, che in soli 11 articoli cambiò il paradigma dell’approccio alla malattia psichiatrica, ponendo le basi per la chiusura dei manicomi, istituzioni chiuse da cui una volta entrati era molto difficile uscire e, fino ad allora, unica risposta terapeutica per i pazienti psichiatrici. Dal 1978 molto è cambiato, sono nati molti modelli virtuosi di presa in carico, ma molto dev’essere ancora fatto e il rischio di fare passi indietro è sempre in agguato”.
 
Prosegue Giulia Grillo: Il Museo Laboratorio della Mente ci stimola a riflettere sul ruolo della comunità nella cura delle malattie psichiatriche. Non è possibile delegare la cura soltanto al rapporto medico-paziente, il ruolo della comunità è fondamentale e dev’essere parte attiva in questo processo. La salute mentale è già un capitolo importante del nostro sistema sanitario, ma bisogna fare di più perché, come ci segnala l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sarà la vera emergenza del futuro e non possiamo lasciare il peso di questa responsabilità solamente ai servizi psichiatrici e ai loro operatori”.
 
La Giornata mondiale quest’anno è dedicata agli adolescenti: “La metà di tutte le malattie mentali, come ci ricordano gli psichiatri, cominciano intorno ai 14 anni, l’adolescenza è terra di nessuno per le cure, dobbiamo fare molta più prevenzione. I ricoveri, i farmaci e le psicoterapie non bastano da sole per ottenere quell’integrazione sociale senza la quale non può esistere guarigione o comunque un miglioramento delle condizioni di vita del paziente. È necessario –conclude il ministro - un cambiamento culturale per accettare la malattia mentale come possibilità esistenziale delle persone, accettando la diversità che rende unico ogni individuo”.

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