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“La legge Basaglia sopravvivrà a Salvini”: lettera aperta di Unasam

L'Unione nazionale delle associazioni per la sapute mentale unisce la sua voce al coro di proteste seguito alle recenti dichiarazioni del ministro Salvini in merito alla“assurda riforma che ha lasciato nella miseria migliaia di famiglie con parenti malati psichiatrici”. Trincas: “Non permetteremo nessuna modifica alla legge 180. La ministra Grillo prenda le distanze dalle proposte di Salvini”

2 agosto 2018

ROMA – Non si placano le polemiche suscitate dalle recenti dichiarazioni del ministro Salvini in materia di salute mentale: nel mirino era finita, qualche settimana fa, la legge Basaglia, definita da Salvini una “assurda riforma che ha lasciato nella miseria migliaia di famiglie con parenti malati psichiatrici”. Non solo: proprio alla riforma psichiatrica il ministro aveva addebitato “l'esplosione di aggressione da parte di pazienti psichiatrici”.
 
Dopo le prime dure reazioni, oggi arriva la lettera aperta di Unasam, indirizzata alla ministra della Salute Grillo, al premier Conte e ai presidenti di Camera e Senato a prendere le difese dei “principi e i valori della Legge di Riforma Psichiatrica”, esprimendo “ferma condanna e grande preoccupazione per le dichiarazioni pubbliche del ministro degli Interni Salvini. Queste dichiarazioni – spiega l'organizzazione - pronunciate da un componente del Governo Italiano, sono gravi e intollerabili, e sono un chiaro disconoscimento del percorso quarantennale della Legge di Riforma che ha chiuso i manicomi, luoghi di non cura e privazione di qualunque diritto umano, e ha reso possibile (con enormi ritardi istituzionali) la creazione di un sistema di servizi territoriali di salute mentale in tutte le regioni d’Italia, oltre ai servizi ospedalieri per le urgenze e emergenze. Ed è anche un grave disconoscimento delle battaglie condotte da migliaia di famiglie italiane - continua Unasam, per voce della presidente Gisella Trincas - che hanno chiesto con forza la chiusura di tutti gli ospedali psichiatrici italiani (gli ultimi nel biennio 98/2000), sostenuti dagli operatori dei servizi di salute mentali e da una moltitudine di cittadini, parlamentari, persone del mondo della cultura, che si sono spesi quotidianamente, per anni, per il raggiungimento di quel livello di civiltà e progresso che la Legge 180 e la Legge 833 indicavano. Una storia di oltre 40 anni, con passi avanti e passi indietro (tentativi legislativi di ritorno a sistemi coercitivi e obbligatori) che è stata, è, e dovrebbe ancora essere orgoglio per il nostro Paese. Percorsi di civiltà a cui tutto il mondo guarda con grande interesse, essendo gli ospedali psichiatrici e gli ospedali psichiatrici giudiziari ancora triste realtà ovunque nel mondo”.
 
Restano certo “questioni aperte”, ammette Unasam, in materia di salute mentale. Ma queste riguardano “la qualità della presa in cura e l’organizzazione dei servizi, la partecipazione e il consenso da parte di chi utilizza i servizi di salute mentale, il pieno rispetto dei diritti umani e dei diritti di cittadinanza, i percorsi di presa in cura individuali orientati al miglioramento della qualità della vita attraverso il pieno riconoscimento dei diritti fondamentali della persona umana quali l’abitare, il lavoro, le relazioni sociali e affettive”.  Questioni che sono state sollevate ed evidenziate in occasione dell'incontro, promosso da Unasam e altre organizzazioni, in occasione del quarantennale della legge Basaglia, nel maggio scorso. Un incontro che si è concluso con l'appello, da parte delle associazioni, che “in Italia, sia garantito ovunque un sistema di servizi pubblici di salute mentale comunitaria, rispettosa dei diritti umani e dei bisogni individuali di chi attraversa la condizione della sofferenza mentale, nel rispetto delle norme italiane (Legge 180, Legge 833 e Progetti Obiettivo Nazionali Salute Mentale), dei trattati e raccomandazioni internazionali (ONU, Consiglio d’Europa, OMS)”.
 
L'obiettivo è quindi, per Unasam e le altre organizzazioni, “prendere esempio dalle buone pratiche e garantire ovunque un buon sistema di presa in cura. Per fare questo, occorre la riapertura del tavolo di confronto ministeriale, con la partecipazione delle organizzazioni nazionali che rappresentano gli interessi delle famiglie, dei pazienti, degli operatori del settore, delle comunità scientifiche, delle regioni, degli enti locali”.
 
Di qui il triplice appello: alla ministra Grillo, Unasam chiede “una netta presa di distanza dalle affermazioni e proposte del ministro Salvini, precisando che non permetteremo nessuna modifica alla Legge di Riforma n°180 ma il suo rispetto”. Alla ministra Grillo, Unaasam chiede anche un incontro urgente, “dichiarando fin d’ora la piena disponibilità dell’Unasam e di tutte le organizzazioni firmatarie dell’appello a collaborare con il ministero per la realizzazione della non oltre rinviabile seconda Conferenza nazionale Salute mentale (a distanza di 17 anni dalla prima) entro il 2019. E la riattivazione della Commissione ministeriale Salute mentale”. Al Presidente del Consiglio Conte, Unasam chiede invece “un sostegno forte di tutto il Governo al processo di miglioramento e potenziamento dei servizi di salute mentale di comunità, nel pieno rispetto della nostra Carta Costituzionale, della Legge di Riforma Psichiatrica n°180. Mettendo in campo tutte le risorse finanziarie necessarie per rispondere in maniera tempestiva alla complessità dei bisogni che le persone che vivono la condizione di sofferenza mentale esprimono”. Infine, ai presidenti di Camera e Senato, Fico e Alberti Casellato, Unasam chiede un incontro “insieme a tutte le Organizzazioni sopra citate con le quali portiamo avanti la difesa dei diritti umani delle persone con sofferenza mentale e la difesa del servizio pubblico di salute mentale”. (cl)

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