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Lombardia, in quattro mesi presi in carico l'8,4% dei pazienti cronici

Primo bilancio della riforma della sanità lombarda. Su oltre 3milioni di malati cronici, 257mila hanno già accettato di essere seguiti da un "gestore" (medico di base o ente pubblico o privato), che stilerà il piano di cura con previsione e prenotazione degli esami, delle visite e di eventuali ricoveri

6 giugno 2018

MILANO - Sono 257.998 i lombardi, con una patologia cronica, che finora hanno accettato il nuovo modello di "presa in carico" previsto dalla riforma sanitaria regionale. Pari all'8,4% degli oltre 3 milioni che hanno ricevuto una lettera dalla Regione in cui veniva loro spiegato il nuovo sistema e l'invito a scegliere il "gestore" che li seguirà nel loro percorso di cura. La riforma sanitaria prevede infatti che i pazienti cronici (per esempio, diabetici, ipertesi, con patologie cardio-vascolari, malattie oncologiche o neurologiche ecc) possano essere seguiti da un "medico gestore" che stila il Piano di assistenza individuale (Pai). Nel Piano sono previsti quali esami di controllo dovrà fare nel corso dell'anno, quali visite specialistiche, quali farmaci prendere. Il gestore, inoltre, si occuperà anche di prenotare i relativi esami. I gestori potranno essere gli stessi medici di famiglia (in forma di cooperativa o consorziata), enti privati o pubblici. L'obiettivo dichiarato è quello di offrire un servizio complessivo ai cittadini e ridurre ricoveri, esami e accessi ai pronto soccorso inutili. Una riforma, però, che ha incontrato l'opposizione di una parte dei medici di base, che si sono sentiti tagliati fuori, a favore degli enti privati. "È ancora presto per dire se la riforma stia funzionando -spiega Giulio Gallera, assessore alla Sanità della Regione-, perché sono passati pochi mesi dal suo avvio (le lettere sono state spedite a partire da febbraio, ndr). Certo è che possiamo essere soddisfatti della risposta dei cittadini. Una buona percentuale ha accetto di aderire alla riforma".
 
Dei 257mila che hanno detto sì alla Regione, 140.724 hanno anche già sottoscritto il Piano di assistenza individuale. "In pratica ogni giorno vengo definiti circa mille Pai", sottollinea Giulio Gallera. La maggior parte delle prese in carico (217.865) sono state attivate presso i medici di base, mentre "solo" poco più di 40mila presso strutture pubbliche o private (come per esempio gli ospedali). L'adesione più massiccia alla riforma sanitaria lombarda è stata registrata nelle Ats (Aziende di tutela della salute, le ex Asl) della Montagna (15,48% dei pazienti cronici hanno attivato la presa in carico), dell'Insubria (13,78%) e della Brianza (13,26%). Seguite dalla Ats di Bergamo (9,46%), Valpadana (7,70%), Milano (6,39%), Brescia (4,01%) e Pavia (1,20%). (dp)

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